Gli speleologi del Club Proteo e il Comune finiscono di attrezzare un percorso storico di Giancarlo Marchetto Ultime incombenze di legge prima dell'apertura al pubblico delle grotte artificiali che percorrono il sottosuolo del castello di Bellaguardia meglio noto come castello di Giulietta, a Montecchio Maggiore. In conformità alla legge sulla salute e sicurezza nei luoghi pubblici e di lavoro ed in particolare nel sottosuolo, e' obbligatoria la determinazione della concentrazione di gas radon, un gas che si sprigiona naturalmente nei luoghi chiusi, assai nocivo alla salute. Il Radon è un gas radioattivo naturale incolore e inodore che è presente nell'aria la cui soglia di pericolo per la salute dell'individuo è fissata sulla quota di 200 Bequerelmc. Poiché il livello di Radon è costantemente variabile nella concentrazione, le misurazioni dirette danno risultati poco significativi mentre i test sulla media durata dai 30 ai 90 giorni forniscono un range di valori assai più attendibile. Decisamente affascinante il sottosuolo del rilievo di Bellaguardia, scavato sin dal tempo degli antichi romani che dal 150 a.C. avevano capito le caratteristiche della pietra tenera di Vicenza (calcare nummulitico), facile da estrarre, ma che al contatto con gli agenti esterni s'indurisce come il marmo. Le porte di Vicenza ed il ponte Posterla vengono dal sottosuolo di Montecchio Maggiore come riportano lo storico Giovan Battista Paglierino (1415 - 1506) e l'architetto Vincenzo Scamozzi (1552 - 1616). Sfruttata la roccia a testimonianza sono rimasti i vuoti che finalmente vengono valorizzati per ricordare una leggenda immortalata dal genio di Shakespeare ma frutto della fantasia dello scrittore vicentino Luigi Da Porto (1485-1529), cui si deve la "Storia nuovamente ritrovata di due nobili amanti" ovvero la tragica vicenda dei due amanti Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti. Ora il sottosuolo del castello è stato attrezzato ed adeguatamente illuminato per permettere un tragitto di circa un km e mezzo proprio a meno di 100 metri sotto l'antico maniero divenuto simbolo dell'amore che non conosce barriere. Merito al comune di Montecchio Maggiore ed agli speleologi del Club Speleologico Proteo di Vicenza ai quali si debbono tutti i progetti di fattibilità ed un grazie particolare al geologo, pure del C.S. Proteo, Umberto Pivetta, castellano, che ha curato gli studi geologici del sistema ipogeo. Coincidenza ha voluto che le analisi del gas radon venissero affidate dall'ARPAV veneta al prof. Roberto Zorzin, veronese doc, direttore del Museo di Storia Natuale di Verona, quasi un filo invisibile che lega la città scaligera in cui il mito di Giulietta ha trovato la massima espressione ed il colle traforato di Bellaguardia di Montecchio Maggiore. Non saranno soltanto sospiri e romantiche rimembranze a condurre i visitatori nel sottosuolo del castello scaligero perché addirittura un geologo ucraino, Aleksandr Klimchouk si è scomodato per venire sino a Montecchio Maggiore per studiare i 25 camini frutto di un fenomeno epicarsico di erosione inversa che dal soffitto della grotta vanno verso la sommità del colle di Bellaguardia. Uno solo di questi camini sale in superficie ed è quello che sembra un pozzo all'interno del mastio del castello e che nella realtà si esaurisce sul soffitto della grotta artificiale. All'inaugurazione ufficiale della cavità, Vicenza sarà la prima provincia nel Veneto ad aver aperto al pubblico una grotta artificiale. Zorzin ed i geologi del CS Proteo Luca Dal Molin e Francesco Boifava con il chimico Edoardo Bellocchi hanno raccolto i dosimetri piazzati ad inizio gennaio scorso e rimpiazzati con una seconda serie di captori che verranno raccolti tra qualche mese. Le analisi dirette con strumentazione specifica di Bellocchi comunque hanno evidenziato una presenza di gas radioattivo in quantità praticamente irrilevante. Esattamente 40 anni or sono i castelli di Giulietta e Romeo furono donati dall'APT di Vicenza al comune di Montecchio Maggiore per la simbolica cifra di mille lire. Ora non resta che attendere il beneplacito, praticamente scontato, della Soprintendenza e poi finalmente si potranno penetrare i segreti di Giulietta, per la più parte storici e geologici, ma che nella luce fioca di caverne tanto ampie lasciano spazio anche ai sogni ed al sentimento.
Nelle viscere del Castello di Giulietta Presto l'apertura delle grotte nel sottosuolo della rocca di Montecchio
Il comune di Montecchio Maggiore e il Club Speleologico Proteo di Vicenza hanno completato l'attrezzatura di un percorso storico di grotte artificiali nel sottosuolo del castello di Bellaguardia, meglio noto come castello di Giulietta. Il percorso, lungo circa un km e mezzo, è stato adeguatamente illuminato e valorizzato per permettere un tragitto sicuro e interessante per i visitatori. Le grotte sono state studiate per determinare la concentrazione di gas radon, un gas radioattivo naturale, e sono state effettuate analisi per garantire la sicurezza dei visitatori.
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