Dovendo usare una metafora automobilistica potremmo dire che ora la macchina urbanistica della Regione è stata messa in moto ed è in cima ad una discesa. In fondo al percorso c'è l'approvazione del piano regolatore del comune di Roma, che, a questo punto, dovrebbe arrivare entro l'anno. Una premessa d'obbligo, questa, per capire l'importanza del provvedimento approvato ieri dalla commissione urbanistica della regione Lazio, che in parte ha accolto (per metà) e in parte ha respinto le controdeduzioni ai piani paesistici vigenti. In pratica si è fatta chiarezza su una situazione che da tempo ingolfava gli ingranaggi della Regione sul tema della tutela dell'ambiente e del paesaggio del Lazio. I piani paesistici regionali servono a definire le griglie entro le quali i comuni devono muoversi ogni qual volta decidono i loro interventi strutturali sul territorio. Nel Lazio questi piani sono 30 e vennero approvati con legge nel 1998. Da allora, da parte dei 378 comuni della Regione sono arrivate una caterva di osservazioni (oltre 2.600), cui bisognava rispondere. La commissione urbanistica, dopo due anni di lavoro degli uffici, ci è riuscita. Adesso il calendario per arrivare all'approvazione dei piani regolatori comunali è ben definito. «H provvedimento passa all'esame del consiglio tra due settimane - spiega Giovanni Carapella (Ds), membro della commissione urbanistica - ed entro luglio potremo adottare in giunta il Piano paesistico regionale del Lazio», che questa volta sarà unico e sarà interessato dalle innovazioni della nuova "legge Pompili sull'urbanistica". Con l'approvazione del piano, infatti, scattano le deleghe alle province per la definizione dei piani regolatori dei comuni entro 180 giorni - «non è più la regione che ha la matita blu e farà le valutazioni come una volta», spiega Carapella - e soprattutto può partire la "Conferenza di copianificazione", presieduta contemporaneamente da Veltroni e Marrazzo, che in 150 giorni arriverà al "sì" sul piano regolatore romano. Entro il 31 dicembre di quest'anno, quindi. Questi i tempi e le regole definiti dalla "legge Pompili" che prende il nome dall'assessore regionale all'Urbanistica. Una legge che delega alle province e al lavoro integrato regione-comune di Roma l'impegnativo compito di definire le regole urbanistiche delle città del Lazio e che permette alla Regione, col l'approvazione del piano paesistico, di tenere fede al suo dovere costituzionale della tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico del Lazio. Un esempio? «Nel piano paesistico che approveremo - spiegano dallo staff dell'assessore Massimo Pompili - verranno sottoposti a vincolo paesaggistico circa 8mila ettari di Agro romano: dai Castelli, alla Valle del Tevere e a quella dell'Arrone». Questo per evitare che tra 10 anni a qualcuno venga in mente di edificare all'interno di quello che è considerato un polmone verde per la città di Roma.
Via libera ai piani paesaggistici
La Regione Lazio ha approvato i piani paesistici regionali, che servono a definire le regole per gli interventi strutturali dei comuni sul territorio. I piani sono stati approvati dopo due anni di lavoro degli uffici e sono stati sottoposti a vincolo paesaggistico circa 8mila ettari di Agro romano. Il piano paesistico regionale del Lazio sarà unico e sarà interessato dalle innovazioni della nuova "legge Pompili sull'urbanistica". La Regione ha delegato alle province la definizione dei piani regolatori dei comuni entro 180 giorni.
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