-------------------------------------------------------------------------------- La città sprofonda non solo sommersa dai rifiuti. Anche nel settore dei beni culturali si alzano alti lai: il soprintendente Spinosa lamenta linadeguatezza delle sponsorizzazioni pubbliche e private finora disponibili a fronte delle impegnative mostre ed eventi culturali e artistici programmati dal Polo speciale museale che possono rilanciare limmagine di Napoli. Palazzo dAvalos in via dei Mille presenta i tetti sfondati con grave pericolo per le decorazioni degli appartamenti nobiliari, restaurati anni or sono con grande cura e senza risparmio di mezzi dallex proprietario, Francesco dAvalos. Italia Nostra propose allallora ministro per i Beni culturali, Giovanna Melandri, lacquisto del palazzo monumentale da parte dello Stato, al quale il dAvalos avrebbe ceduto i preziosi arredi antichi. Con le altre opere darte di provenienza dAvalos già in possesso del Museo di Capodimonte si poteva ricostituire e aprire al pubblico per attività promozionali produttive una antica dimora patrizia principesca napoletana: erano numerose e ne esiste ancora una soltanto a palazzo Cellamare. Ma non se ne fece nulla. Ora siamo costretti a lanciare lallarme allopinione pubblica per la situazione del Museo civico Filangieri, donato alla città dal benemerito principe Gaetano Filangieri di Satriano alla fine dellOttocento. Il Museo da anni è privo di mezzi finanziari adeguati non solo per svolgere unattività culturale ma per la sua sopravvivenza. È stato chiuso dieci anni or sono dopo il furto di una collezione di preziose porcellane del Settecento mai ritrovate. Il Comune decise di affidarne la direzione a un esperto conoscitore di opere darte, Mario Carignani, costretto ben presto a dimettersi perché lo stesso Comune non erogava i fondi necessari per la riapertura del Museo. La svolta sembrava avvenuta nel 2004 con la nomina a direttore del Museo di Gian Paolo Leonetti, che aveva saputo risollevare le sorti di unaltra antica istituzione privata napoletana, il Pio Monte della Misericordia. Leonetti ha programmato la riapertura e il rilancio del Filangieri; ha avuto il sostegno dellex assessore alla Cultura, Rachele Furfaro prima, e subito dopo dellassessore al Centro storico, Felice Laudadio, i quali assieme al sindaco Iervolino sono riusciti a provvedere a uno stanziamento di fondi europei per complessivi 2.300 milioni, approvato dalla giunta comunale nel novembre 2006. Ebbene tale finanziamento è stato ora revocato perché lUfficio Edilizia monumentale del Comune non ha provveduto a bandire entro il termine ultimativo previsto (31122006) la gara per lappalto dei lavori. Insomma la macchina comunale è fuori controllo. Pensate che qualche dirigente venga licenziato? Non facciamoci illusioni. Intanto la situazione precipita: il direttore Leonetti ha fatto presente che i fondi ordinari per lanno 2006 (235 mila euro) non verranno erogati dal Comune prima di ottobre e il Museo dopo il mese di luglio non sarà in grado di pagare gli stipendi per il personale. Lautore è presidente di Italia Nostra - Napoli
NAPOLI - Il letargo del Comune
Il Polo speciale museale di Napoli è in difficoltà finanziarie e culturali. Il soprintendente Spinosa lamenta la mancanza di sponsorizzazioni pubbliche e private per le mostre e eventi culturali. Il Museo civico Filangieri, donato alla città dal principe Gaetano Filangieri, è stato chiuso per anni a causa di mancanza di fondi e ha subito un furto di una collezione di porcellane. Il direttore Gian Paolo Leonetti ha programmato la riapertura e il rilancio del Museo, ma il finanziamento approvato nel 2006 è stato revocato a causa della mancanza di un appalto per i lavori.
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