«BELLA, bellissima, dovrebbe essere maggiormente goduta anche dai genovesi.» Monsignor Angelo Bagnasco ha appena terminato la visita guidata alla mostra dedicata a Luca Cambiaso. Invitato da Palazzo Ducale, l'arcivescovo ha girato le sale dell'esposizione accompagnato da un altro Bagnasco, Arnaldo, presidente del Ducale, dall'amministratore delegato Anna Castellano e dal curatore della mostra Lauro Magnani, che ha illustrato le opere e la vita del pittore genovese. «Con questa mostra abbiamo cercato di portare il pubblico anche a visitare la città ha spiegato Magnanifacendo conoscere le opere di questo maestro genovese e stimolando la curiosità sui luoghi che recano la sua impronta». Di qui anche la scelta di articolare su due spazi la mostra che resterà ancora aperta fino al sette luglio. "Magnani ha tratteggiato per l'arcivescovo anche alcune particolarità del carattere di Cambiaso, come la sua furia creativa che lo portava a riempire di schizzi ogni pezzo di carta che si trovava sotto mano «e la leggenda narra che sua moglie usasse tutti questi fogli con gli schizzi per accendere il fuoco in casa. E si dice anche che qualcuno dei suoi ragazzi di bottega li mettesse invece da parte per evitare che facessero quella fine». Molti i quadri di interesse religioso, che hanno risvegliato l'interesse dell'arcivescovo, l'Adorazione dei magi, l'Adorazione dei pastori e anche la Trasfigurazione. Magnani ha spiegato che una delle particolari caratteristiche di Cambiaso è la sua concezione dello spazio: «con le figure viste di scorcio l'artista riesce dare la misura dello spazio come altri fanno invece con la prospettiva». «Cambiaso è stato uno dei personaggi genovesi più importantiha sottolineato monsignor Bagnasco è giusto quindi che venga fatto conoscere ai genovesi e al di fuori della città». Al termine della visita, durata quasi un'ora, l'arcivescovo si è ancora intrattenuto con Anna Castellano e Arnaldo Bagnasco, che gli hanno esposto i loro progetti sul collegamento tra iniziative di carattere culturale e promozione della città e ne hanno anche approfittato per gettare sul tavolo qualche idea collegata al turismo religioso, a partire ad esempio dal santuario della Guardia.