Anche il Fondo nazionale per le aree sottoutilizzate (Fas) conosce i rigori della Finanziaria del governo Prodi. Un taglio di 3 miliardi di euro tondi che non affluiranno più nel serbatoio utilizzato per sostenere le intese di programma tra le Regioni e lo Stato per la realizzazione di programmi in difesa del territorio e in ambito di Beni culturali. Un colpo di accetta molto pesante sulla principale fonte di finanziamento per realizzare progetti sui tenitori. Colpo che a parere della regione Veneto s'abbatte soprattutto sulle regioni virtuose del Nordest, che rischiano in effetti di veder volare via le premialità riservate a chi porta a compimento i piani nei tempi previsti dalle intese con il governo. A denunciare l'iniquità del provvedimento è l'assessore regionale alle Politiche economiche e istituzionali del Veneto, Fabio Gava. «Il fondo per le aree sottoutilizzate», dice, «è dotato di 12 miliardi di euro. Tagliarne 3 è già una decisione sbagliata, perché si tratta della principale fonte nazionale di fondi per opere indispensabili sui tenitori ma l'errore più grave è che di questi 3 miliardi in meno quasi i due terzi il governo li scarica addosso alle Regioni più virtuose». Le regioni virtuose sono naturalmente quelle del Nordest dalle cui premialità non corrisposte il governo incamererà un miliardo e 758 milioni di euro. Altri 173 milioni arriveranno dalle revoche di finanziamento che colpiscono le Regioni inadempienti, e che invece secondo la regione Veneto dovrebbero essere riversati su quelle in linea con la realizzazione dei progetti. «Se lo fanno», aggiunge Gava riferendosi al governo, «è meglio che la smettano di parlare di federalismo e ammettano che per loro le Regioni (almeno quelle virtuose come quelle del Nordest) sono solo vacche da mungere!». In effetti il taglio del Fas incide nel solo Veneto per 70 milioni di euro. E più in generale tutto il Settentrione - Piemonte, Lombardia, Valle d'Aosta e Toscana - percepisce queste erosione di risorse come punitiva. Sicché queste amministrazioni chiedono che finiscano a loro almeno i 173 milioni di euro che il governo intende incamerare con le revoche degli stanziamenti agli enti che non hanno portato a termine i progetti nei tempi e nei modi previsti. Quali sono state invece le Regioni negligenti? A guidare la classifica la Puglia (57 milioni di euro non utilizzati), seguita da Lazio (30 milioni), Calabria (28 milioni), Campania (26 milioni), Sardegna (12 milioni). «Padroni di non usarli questi soldi», dicono in Veneto, «ma questi sono fondi che devono poter andare a chi vuole e sa investirli al meglio».