Dita di polvere sulle cornici degli affreschi, pavimenti lustrati a cera che ad occhio nemmeno troppo accorto rivelano strati di sporcizia che si accumulano lungo i lati, persino ragnatele. Chi visita il Salone dei 500 in Palazzo Vecchio è costretto a vedere anche questo. E meno male che l'illuminazione di quel Salone voluto da Cosimo I e decorato dalla mano dal Vasari lascia, anche quella, parecchio a desiderare. Perché certo Firenze non fa una gran figura esportando l'immagine un po' diciamolo trasandata di uno dei suoi luoghi museali più belli e più suggestivi. In quella sala ci sono i giganteschi affreschi con le vittorie fiorentine su Pisa e su Siena, per Cosimo I doveva essere il grandioso tempio dove celebrare e rappresentare il potere e la gloria della dinastia medicea. E anche se il fiato si ferma talvolta lo stesso ad attraversare il salone, resta il fatto che quello spazio, luogo principe della rappresentanza del Comune, non viene trattato troppo bene. Eppure a migliorare la situazione basterebbe poco. Studiare una nuova illuminazione per esempio, perché le lampade che sono attualmente lungo le pareti della sala non sono certo la soluzione migliore. «Quella luce sostengono gli addetti ai lavori non è adatta, perché è radente sugli affreschi e ne appiattisce colori e prospettiva e non esalta bellissimo soffitto a cassettoni che, da solo, varrebbe maggiori cure». Eppure la miglior soluzione è persino già stata sperimentata, basterebbe togliere quelle ingombranti lampade che così poco hanno a che vedere con il salone e posizionare sei faretti incrociati. Illuminare insomma ogni parete dal lato opposto, facendo in modo che i fasci di luce si incrocino nel centro del salone. Soluzione pare già sperimentata in diverse occasioni. Capitolo a parte quello delle statue. Provate ad andare a cercare un cartellino con l'indicazione di autore e soggetto. Ne troverete uno, minuscolo, essenziale, scritto a macchina. Roba da medioevo dell'allestimento museale, persino «La vittoria» di Michelangelo, opera incompiuta che il Buonarroti stava preparando per la tomba di Giulio II e che Cosimo fece collocare nel salone come allegoria della vittoria di Firenze su Siena è 'confusa' in mezzo alle altre. Offerta in visione solo al visitatore più accorto. Luce, pulizia, valorizzazione di statue e affreschi. Magari anche maggiore attenzione a parti di affresco che, a forza di saggi alla ricerca della famosa battaglia di Leonardo rischiano di staccarsi. A proposito: mai sentito parlare di climatizzazione? E se non deve pensarci Palazzo Vecchio, chi allora?
Salone dei Cinquecento vittima del degrado
Il Salone dei 500 in Palazzo Vecchio a Firenze è un luogo di grande importanza storica e artistica, ma è anche un ambiente che richiede cure per essere mantenuto in buone condizioni. La sala è illuminata da lampade che non sono adatte e appiattiscono i colori degli affreschi, e i pavimenti sono spesso sporchi. Le statue sono spesso nascoste e non sono ben valorizzate. La soluzione per migliorare la situazione sarebbe di installare una nuova illuminazione, come ad esempio sei faretti incrociati che illuminino ogni parete dal lato opposto, e di aumentare l'attenzione alla pulizia e alla valorizzazione delle opere d'arte.
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