Le trivelle fermate in Val di Noto si stanno spostando in Toscana? L'allarme è stato lanciato ieri da varie associazioni ambientaliste (tra cui Legambiente e Italia Nostra) e dal sottosegretario (Verdi) all'agricoltura Stefano Boco: «E una follia». Ma la Regione Toscana smentisce: non c'è alcuna autorizzazione a "bucare" il territorio e si dice pronta, se necessario, a ritirare gli atti fin qui emanati. Voglia di metano. La "follia" come dice Boco sono tre decreti dirigenziali (del 26 aprile) e tre delibere di giunta (del 14 maggio) con cui la Regione Toscana d'intesa con i comuni e le province interessate, da il proprio assenso all'intesa col ministero delle attività produttive per consentire alla Heritage Petroleum Plc. di cercare metano fra Siena, Firenze, Grosseto e Pisa. Idrocarburi gassosi che si troverebbero nei bacini di Siena e del Casino, di Baccinello-Cana e di Radicondoli. Dove sorgono comuni come San Gemignano, Montalcino, Scansano, Volterra e la stessa città di Siena. Carotaggi di 350 metri. Tre aree rispettivamente da 478, 5 64 e 511 km quadrati su cui per i prossimi 6 anni la Heritage Petroleum potrà cercare giacimenti di metano. Per i primi due anni la società porterà avanti studi geologici e i cosiddetti «sondaggi stratigrafici». Carotaggi che (è una prescrizione della Regione) non potranno avere una profondità superiore ai 350 metri (la società aveva chiesto fino a mille metri) e che non dovranno essere fatti in zone tutelate (le cosiddette aree di interesse regionale). Per queste indagine (nonostante la richiesta della provincia di Siena) non è prevista la valutazione d'impatto ambientale. La VIA sarà però necessaria per la seconda fase dei lavori (che inizieranno dal terzo anno) cioè quella relativa alla realizzazione dei pozzi esplorativi veri e propri. Tanti no. Protesta Boco, ma anche Ermete Realacci che guida la commissione ambiente della Camera, Vittorio Emiliani, il presidente di Italia Nostra Nicola Caracciolo e quello di Legambiente Roberto Della Seta. Fino allo stesso ministro all'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio che promette che nessuna trivellazione sarà mai autorizzata. Il vicepremier Francesco Rutelli (titolare dei beni culturali) si limita a un «vedremo». Proteste anche in Toscana. Il consigliere della Margherita Erasmo D'Angelis che presiede la commissione ambiente dice che il Chianti non può diventare «una prateria texana». Verdi e Prc preparano interrogazioni. Nessun permesso. «Non daremo mai il via ad autorizzazioni che feriscano i nostri territorio» replica il presidente della Regione Claudio Martini che precisa che la Toscana si è limitata solo a dare «l'intesa al ministero delle attività produttive». Intesa che «non produce alcun automatismo per proseguire sul piano esplorativo né tanto meno estrattivo». E Martini ricorda come la Toscana entro l'estate approverà il piano energetico regionale «in cui è prevista la possibilità di svolgere attività di ricerca e il divieto di svolgere qualunque attività invasiva nonché lo sfruttamento di idrocarburi». L'assessore regionale all'ambiente Marino Artusa parla di «errore» e spiega che la giunta sta pensando di ritirare le autorizzazioni. «Mi sono reso conto - spiega Artusa - che un'autorizzazione del genere una volta ottenuta la Via rischiava di diventare un treno impazzito e difficilmente arrestabile. Fortunatamente ce ne siamo accorti in tempo». Mentre la provincia di Siena ha fatto sapere che, almeno nel suo territorio, trivellazioni non sono possibili visto che aveva dato parere negativo e senza intesa fra tutti gli enti interessati nessun lavoro, nemmeno esplorativo, può iniziare. (ha collaborato Augusto Mattioli)
Coro di no per le trivelle a caccia di metano in Chianti e Val d'Orcia
La Regione Toscana ha autorizzato la Heritage Petroleum Plc. a cercare metano in tre aree del territorio toscano, ma solo con l'intesa del ministero delle attività produttive. La società potrà effettuare carotaggi di 350 metri per i primi due anni e studi geologici per i successivi sei anni. La Regione ha stabilito che le trivelle non possono essere fatte in zone tutelate e non superare i 350 metri di profondità. La società aveva chiesto fino a mille metri. La Regione ha anche stabilito che non ci sarà valutazione d'impatto ambientale per la prima fase.
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