Continuano gli «assalti» al sito di Fildidonna. Dopo essere stata «violata» da ricercatori e predatori di antichità, l'area archeologica di Militello subisce devastazioni e interventi non autorizzati. Gli ultimi reati sono stati accertati dai militari della stazione militellese, che hanno avviato, con gli uomini del nucleo di tutela del patrimonio culturale di Palermo, una lotta all'illegalità nel sito. Due fratelli di Palagonia (M.S. di 30 e C.S. di 25) sono stati deferiti all'autorità giudiziaria per aver realizzato opere illecite su un'area di prevalente interesse archeologico e culturale. In oltre un ettaro di terreno, secondo gli inquirenti, sono stati eseguiti lavori di rimozione, scavi e muri, che avrebbero danneggiato vari reperti di epoca neolitica, alterando l'originario stato dei luoghi con gravissime conseguenze. Gli uomini dell'Arma hanno accertato, peraltro, l'assenza delle necessarie autorizzazioni della Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Catania, che ha ufficialmente disposto, in passato, il vincolo nell'intero complesso preistorico. A Fildidonna sono state rilevate, infatti, tracce di un insediamento antichissimo, manufatti e tombe di pregevole fattura. L'intero appezzamento è stato sottoposto a sequestro. Le denunce alla magistratura nei confronti dei due fratelli palagonesi sono state avanzate in stato di libertà. L'azione repressiva potrebbe scoraggiare ulteriori «attacchi» indiscriminati alla contrada militellese, che merita di essere salvaguardata per le sue testimonianze culturali. LU. GAM.