Via libera al Puc (Piano urbanistico comunale) che il Comune ha adottato il 16 novembre 2006 e che la Provincia ha approvato il successivo 28 dicembre. L'ok al Puc l'ha dato il Tribunale amministrativo regionale (sezione prima) che ha respinto, nell'udienza di ieri, il ricorso del ministero per i Beni e le attività culturali e della Soprintendenza per i beni archeologici, guidata all'epoca da Giuliana Tocco. Il Tribunale non ha reso note le motivazioni del rigetto della domanda sospensiva proposta contestualmente al ricorso. Il Tar pubblicherà solo stamani il suo verdetto. Il ricorso deduceva vari presunti vizi di legittimità. In primis la mancata valutazione delle osservazioni della Soprintendenza che avrebbe comportato un vizio nel "modus procedendi" tale da inficiare l'adozione del Piano stesso. Inoltre, danni gravi ed irreparabili al patrimonio archeologico cittadino deriverebbero dal Puc che connoterebbe come parchi pubblici attrezzati aree archeologiche. La Soprintendenza, che ha dovuto fermare lavori di sbancamento non autorizzati a Sant'Eustachio in aerea vincolata e prelata, era preoccupata anche per le aree semplicemente indiziate archeologicamente. Il ricorso chiedeva al Tar di disporre un riesame del Puc al fine di di far dare una risposta ai rilievi presentati. Dai controinteressati (Comune di Salerno e ed Amministrazione Provinciale) è stato rilevato che la normativa urbanistica regionale non ha attribuito al Ministero per i Beni culturali alcuna funzione di co-pianificazione in tema di formazione del Puc. Nella causa sono intervenuti l'avvocato Olga Itri, in rappresentanza dell'Avvocatura dello Stato, l'avvocato Antonio Brancaccio, a difesa del comune di Salerno, e gli avvocati Lorenzo Lentini ed Angelo Casella per la Provincia. Il collegio giudicante era composto dal presidente Sabato Guadagno e dai magistrati Ferdinando Minichini e Giovanni Sabbato.