Il ministro ha presieduto la prima riunione del Consiglio nazionale del Design con Sottsass, Dorfles, Mendini, Rampello, Bonomi Sbloccati i fondi per palazzo Litta e il museo della Scienza "Non tocca a me entrare nel merito di eventuali tagli alla Scala: il teatro ha segnato una grande performance in attivo, merito di Lissner e cda" -------------------------------------------------------------------------------- Quasi dieci milioni di euro per Milano. Lo aveva promesso alla città e ci tiene a precisare che «le promesse sono state mantenute. Anzi, forse siamo andati anche oltre». Questo ha portato ieri il ministro della Cultura Francesco Rutelli, impegnato a Palazzo Litta nella prima riunione del Consiglio Nazionale del Design. Abbronzato, e fresco come una rosa nellafa soffocante, ha annunciato che il ministero ha finanziato con quattro milioni e mezzo in tre anni la risistemazione del museo della Scienza e della Tecnica, «uno sforzo importante del governo per una istituzione non statale». E che per la ristrutturazione di Palazzo Litta in corso Magenta, destinato a diventare «cittadella della cultura», collegata alle visite del Cenacolo di Leonardo, sono stati già varati cinque milioni e 180mila euro. In più, sono state «sbloccate le risorse per la Triennale», 800mila euro il primo anno, e Brera resta sul piatto, rimanendo sempre una «grandissima priorità per noi. Cè già un tavolo al lavoro, con tecnici del governo, soprintendenza e comune», per trovare una soluzione alla convivenza tra Accademia di Belle Arti e Pinacoteca. Breve il commento, anzi, il no comment, sullidea del sindaco Moratti di tagliare i fondi alla Scala, visto che ha il bilancio in attivo. «Ci manca solo che mi metta a commentare le politiche culturali delle città - ha detto Rutelli - la Scala ha segnato una grande performance con il bilancio in attivo, e questo va anche a onore di Lissner e del Cda. Noi abbiamo aumentato notevolmente i contributi al teatro in questo ultimo anno e mezzo, ma le politiche culturali le fanno le amministrazioni, secondo le loro competenze. Non tocca a me entrare nel merito». Invece il ministro ci tiene molto ad illustrare compiti e scopi del Comitato Nazionale insediatosi ieri, di cui fan parte molti nomi del design (tra i 53 membri Sottsass, Dorfles, Giugiaro, Fuksas, Piano, Pininfarina, Cappellini, Mendini, per citarne solo alcuni, ma anche Davide Rampello, direttore della Triennale e Aldo Bonomi). Che farà? Studio, ricerca, sperimentazione, progetti pilota, per meglio connettere industria e mondo creativo. Ma soprattutto cercherà di «far entrare la cultura del design nella pubblica amministrazione», che fino ad ora pochi contatti ha avuto con un settore di eccellenza del made in Italy. In attesa di vedere uffici pubblici, scuole o ospedali con le poltroncine di Gaetano Pesce o le lampade di Michele de Lucchi («Magari» sospira Rutelli), al primo punto cè già il rifacimento della segnaletica turistica in tutta Italia. «La segnaletica nelle nostre città, ma anche in aeroporti o stazioni, è brutta e scadente - ha spiegato il ministro - penso che un po di creatività sarebbe utile. Siamo molto più indietro di tanti altri paesi, ma possiamo migliorare. Abbiamo intelligenze, creatività e capacità industriali per farlo». E poi «disegnare cose belle e funzionali non necessariamente costa di più». Per i finanziamenti disposti da Rutelli, Massimo Zanello, assessore alle Culture, identità e autonomie della Regione, si dice felice. «Fare la voce grossa serve. Dopo il tavolo di confronto in cui il ministro annunciava zero investimenti, ora qualche soldo verrà destinato almeno al capoluogo».