È un fenomeno spesso dimenticato, quello della sicurezza del nostro patrimonio artistico. Ma il problema esiste, incide in profondità sul corpo dei nostri beni sparsi per tutta la penisola e prosciuga quella che oltre a essere una ricchezza culturale e ambientale del nostro Paese rappresenta un elemento forte di identità e di immagine per tutti noi. I dati, d'altra parte, sono impressionanti: ogni giorno nelle chiese si consumano due furti; ogni quindici giorni viene sottratta un'opera d'arte in un museo; ogni anno più di 200mila reati vengono commessi contro il patrimonio artistico. Una sorta di «strage» di quadri, statue e oggetti di pregio a cui il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, dotato di un proprio reparto operativo suddiviso in tre sezioni, antiquariato, archeologia e arte contemporanea e falsi, cerca di porre rimedio, giorno dopo giorno, con un'azione sempre puntuale. La lotta contro i ladri d'arte è, però, impari. O almeno lo è stata fino a oggi. Il convegno «Artecnologie», in corso a Castel Sant'Angelo, sta, infatti, illustrando una serie di ricette a forte contenuto tecnologico che potranno risultare preziose per combattere al meglio la criminalità «artistica». La regia di questo appuntamento - impreziosito dalla mostra «8 artisti per Artecnologie» curata da Patrizia Coleti - e di Filippo Ascierto, responsabile Sicurezza di Alleanza nazionale e fondatore di «Andromeda», Associazione di Volontariato e Osservatorio per la Sicurezza, che illustra così gli scenari futuri. «L'uso delle nuove tecnologie consentirà, entro il 2010, di abbattere del sessanta per cento i danni al nostro patrimonio culturale e alle persone». Ma le tecnologie saranno poste, più in generale, al servizio della sicurezza, come fanno le telecamere intelligenti, quelle che sono state in grado, per esempio, «di riconoscere, velocemente e senza dubbi, l'assassino del ministro degli Esteri svedese o i teppisti che hanno agito nello stadio di Napoli». Ascierto spiega che il progetto consiste in «un evoluto software che manterrà in un unico cervellone ogni sistema di banca dati esistente». In pratica una grande rete telematica che potrà fornire quei collegamenti finora mancanti. «Così, anche il sistema di sicurezza di un'abitazione privata di Roma potrà essere riconosciuto e letto dalla centrale di Bolzano o di Siracusa». «Saremo in grado quindi - continua Ascierto, per 21 anni nell'Arma dei Carabinieri - di vigilare in modo continuativo e sistematico e con ottimi risultati grazie ad alcune soluzioni tecnologiche e sofisticate che, tra l'altro, costano molto meno di un uomo. Il binomio, quindi, uomotecnologia può solo far bene al nostro Paese». A proposito della manifestazione di cui si è fatto promotore (e a cui stanno prendendo parte il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, il sottosegretario alle Attività produttive, Giuseppe Calati che ha presentato un bando tematico di 62 milioni di euro messi a disposizione delle società che si occupano dei sistemi di sicurezza, l'assessore alle Politiche culturali del Comune di Roma, Gianni Borgna, il sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano e il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri), Ascierto spiega: «Si tratta di un convegno che mira a far conoscere le potenzialità delle tecnologie per la salvaguardia del nostro patrimonio artistico e della sicurezza del cittadino. Abbiamo voluto mettere intorno a un tavolo personalità istituzionali delle forze dell'ordine e di governo per poter analizzare i risultati ottenuti sino ad ora e articolare alcune proposte, tra le quali le telecamere intelligenti. Una soluzione a cui i cittadini sono decisamente favorevoli. Il nostro obiettivo è quello di dimostrare che le tecnologie sono indispensabili tanto quanto lo sono gli uomini in divisa. Servono, quindi, nuove tecnologie atte a potenziare l'attività umana degli agenti ma anche a far sentire ogni cittadino più libero e, quindi, più sicuro».