Il Museo permanente della Moda italiana sarà una struttura policentrica affidata al Ministero per i beni e le attività culturali. Ad annunciarlo è stato lo stesso ministro Giullano Urbani, intervenuto ieri alla presentazione a Roma, nella stessa sede del ministero, della grande rassegna espositiva «Moda, costume, bellezza nell'Italia antica». Urbani ha precisato: «II Parlamento ha affidato la creazione del Museo permanente della moda al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Per raccogliere tutto il patrimonio degli stilisti dagli anni '50 ad oggi occorrerebbe una struttura megagalattica. Sarà invece, sicuramente, una struttura policentrica, con sedi a Milano, a Roma, a Torino, dove mi risulta sia nata la moda, a Firenze e a Napoli». Una puntualizzazione, quella del ministro, arrivata al momento giusto per placare gli animi di molti stilisti e storici atelier romani preoccupati di rimanere fuori da un eventuale museo defla moda che avesse una sede unica a Milano, secondo una ipotesi che avrebbe premiato la città che più rappresenta la moda italiana nel mondo per il richiamo delle sue sfilate. Urbani ha aggiunto infine che non tutto potrà essere «sposto nei musei della moda, ma «ci si aiuterà anche con Immagini e rappresentazioni virtuali».
Sì al museo della moda ma sarà policentrico
Il Museo permanente della Moda italiana sarà una struttura policentrica affidata al Ministero per i beni e le attività culturali. Ad annunciarlo è stato lo stesso ministro Giullano Urbani, intervenuto ieri alla presentazione a Roma, nella stessa sede del ministero, della grande rassegna espositiva Moda, costume, bellezza nell'Italia antica. Urbani ha precisato: II Parlamento ha affidato la creazione del Museo permanente della moda al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Per raccogliere tutto il patrimonio degli stilisti dagli anni '50 ad oggi occorrerebbe una struttura megagalattica. Sarà invece, sicuramente, una struttura policentrica, con sedi a Milano, a Roma, a Torino, dove mi risulta sia nata la moda, a Firenze e a Napoli. Una puntualizzazione, quella del ministro, arrivata al momento giusto per placare gli animi di molti stilisti e storici atelier romani preoccupati di rimanere fuori da un eventuale museo defla moda che avesse una sede unica a Milano, secondo una ipotesi che avrebbe premiato la città che più rappresenta la moda italiana nel mondo per il richiamo delle sue sfilate. Urbani ha aggiunto infine che non tutto potrà essere sposto nei musei della moda, ma ci si aiuterà anche con Immagini e rappresentazioni virtuali.
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