Nel leggere le cronache riguardanti la riforma del Ministero per i beni e le attività culturali non mi è mai caduto l'occhio sulla parola "libro". Scomparso? Può darsi che sia semplicemente una mia distrazione e si trovi invece da qualche parte, ma se fosse realmente così, ci sarebbe di che preoccuparsi. Proprio su queste colonne avevo lanciato qualche mese fa (12 giugno) l'idea di creare, come in Francia, una Direzione del libro e della lettura. Alla luce dei fatti, l'idea e da ritenere definitivamente caduta e, del resto, non poteva che esser così, visto che è saltato anche il previsto "Dipartimento per gli archivi e le biblioteche" al cui interno avrebbe dovuto teoricamente essere collocata. Tuttavia, non potendo credere che l'editoria libraria sia stata addirittura cancellata dai "beni culturali" e, per quanto poco la si consideri, che non le venga neppure riservato uno spazio tra i membri della grande famiglia, devo supporre e concludere che il ministro Urbani abbia in serbo qualche iniziativa specifica che possa ugualmente recuperare e valorizzare l'editoria e la lettura. Si dice questo ovviamente, non per una difesa d'ufficio di una categoria (gli editori piuttosto che i librai), ma per salvaguardare la dignità stessa dell'atto e de] lavoro creativo - l'invenzione, la fantasia, il pensiero -che non solo muove poi tutta la macchina editoriale, ma mette in moto anche il nostro cervello, sollecitandolo continuamente a pensare. Anche solo da questo punto di vista, se si considera quanto i libri facciano bene alla salute (ai bambini perché li fanno crescere; agli adulti perché non li fanno invecchiare, tenendoli sempre mentalmente svegli), ci sarebbe da far intervenire anche il ministro Sirchia a sostegno di questo settore che produce tanto benessere alla salute degli italiani. Ma, per tornare seriamente al tema, bisogna davvero riprendere in mano il discorso "libro". Se la politica è fatta anche di "segnali , questo sarebbe uno di quelli importanti in vari sensi.
Caro Urbani, che fine ha fatto il libro?
Il ministro Urbani ha cancellato la Direzione del libro e della lettura e il Dipartimento per gli archivi e le biblioteche, che avrebbero dovuto essere collocati nel Ministero per i beni e le attività culturali. L'autore del testo è preoccupato per il futuro dell'editoria libraria e della lettura. Sostiene che l'editoria e la lettura siano importanti per la salute e il benessere degli italiani, e che il ministro Sirchia dovrebbe intervenire a sostegno di questo settore. L'autore chiede di riprendere il discorso "libro" e di creare una Direzione del libro e della lettura.
Nota: Il testo originale è stato modificato leggermente per adattarlo al formato richiesto.
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