RICONOSCERSI, CREARE VALORE IL PATRIMONIO ARTISTICO COME PROGETTO DI COMPETITIVITÀ Pordenone, 20 giugno 2007 - Può la cultura diventare una leva di sviluppo economico anche in chiave turistica? Il patrimonio artistico va ricompreso all'interno di un complessivo progetto di competitività per un territorio? E in che misura la multimedialità può contribuire a mettere a disposizione di un'utenza allargata le informazioni? A queste domande cercherà di dare una risposta organica il convegno sul tema "Riconoscersi, creare valore. Il patrimonio artistico come progetto di competitività" in programma mercoledì 27 giugno alle ore 17. 30 nella sala convegni di Palazzo De Bassa a Gorizia (Passaggio Edling, 2). L'incontro, organizzato da Banca Popolare Friuladria in collaborazione con la Camera di Commercio e la Provincia di Gorizia, vedrà gli interventi di Giuseppe Barbieri, Caterina Furlan, Carlo Sisi, Carlo Mochi Sismondi, Furio Honsell, Piero Gervasoni e Salvatore Settis, Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici. Le conclusioni saranno affidate all'assessore regionale alla Cultura Roberto Antonaz. Nell'occasione verrà ufficialmente presentato il sesto e ultimo volume della collana "I Cataloghi scientifici dei Musei del Friuli Venezia Giulia" dedicato alla Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia. Caso unico in Italia da parte di una banca, la collana ha scientificamente catalogato i percorsi espositivi e i depositi di tutti i maggiori musei del Friuli Venezia Giulia, dal Museo Ricchieri di Pordenone alla Galleria d'Arte antica del Castello di Udine, dal Museo Revoltella di Trieste al Castello di Miramare. L'incontro di palazzo De Bassa sarà anche l'occasione per tracciare un primo bilancio del progetto di catalogazione avviato e portato a compimento da Friuladria e per rilanciare la sfida futura di una sempre più forte sinergia pubblico-privato. "La collana è il segnale di un nuovo atteggiamento che distingue da anni l'operato della nostra banca osserva il presidente Angelo Sette Friuladria, infatti, non si è limitata ad erogare dei contributi ma attraverso una costante cooperazione tra privato e pubblico ha condiviso con istituzioni, enti e università un progetto di politica culturale che mira ad un concreto sviluppo economico. Inoltre l'ottica imprenditoriale dell'azienda privata ha fatto sì che la catalogazione del patrimonio artistico museale fin qui realizzata sia stata pianificata e condotta in porto in tempi certi". .