Chi ha mai visto una squadretta dell'Ama affaccendata a pulire un cartello stradale? Chi ha mai notato un camion della raccolta rifiuti scaricare, lindo e pinto, cassonetti che costituiscono per il loro stato l'immagine stessa dell'immondizia? A Parigi capita spesso di vedere uomini in tuta lucidare un divieto di sosta impolverato così come si nota che i camion della nettezza urbana circolano esemplarmente puliti, tanto per dare l'esempio. Due fattori sono all'origine di tanta differenza nei servizi tra le due capitali: la scarsità delle risorse finanziarie di Roma rispetto a Parigi - città «gemellate» da mezzo secolo -, e il modo di gestire tali risorse. Il grido d'allarme lanciato ieri dal Corriere riguardo le condizioni del Museo etrusco di Villa Giulia, ma anche di Castel Sant'Angelo e, qualche tempo fa, dello stesso Palatino, fa venire in mente, per contrappunto, la cura con cui vengono preservati musei e monumenti parigini, accuditi con un'attenzione perfino stucchevole, pignolesca. Anche nel settore della cultura la differenza tra le due città ha le stesse cause: risorse e gestione. La considerazione della Francia per Parigi è molto superiore di quella dell'Italia per Roma, con i conseguenti effetti sugli stanziamenti dello Stato per la capitale. E quindi l'Italia e Roma dedicano meno risorse dei francesi alla manutenzione di musei e monumenti che, in entrambi i casi, rappresentano il richiamo turistico più importante. Ma dobbiamo credere che il degrado e la desolazione che avviliscono certi ambiti museali o monumentali romani dipendono solo da una scarsità di risorse che peraltro colpisce anche altri settori pubblici? No, il problema non sta tanto nei soldi a disposizione quanto nell'organizzazione della spesa e nelle scelte ad essa connesse. Tanto è vero che certi problemi che sembravano irrisolvibili, come la vendita dei prodotti taroccati su Ponte Sant'Angelo, vengono risolti a costo zero solo che ci si pensi un po' sopra. I soldi per la colla dei restauratori dei tesori etruschi ci sono: ne siamo certi, così come i fondi per tenere in ordine Castel Sant'Angelo. La sfida oggi è nella capacità di gestire al meglio il danaro pubblico a disposizione. Chi è chiamato a lavorare a diretto contatto con il nostro patrimonio deve dimostrare una competenza manageriale all'altezza del proprio ruolo. Gli alibi sulla mancanza di soldi non bastano più.