Castel S. Elmo, Campi Flegrei, Grotta Azzurra, Museo ed area archeologica di Paestum, Castello di Baia, le Certose di Capri e Padula: sono solo alcuni dei beni culturali la cui gestione a breve dovrebbe passare dallo Stato alla Regione. Troverebbe, quindi, attuazione in Campania, dopo cinque anni dall'emanazione, il decreto legislativo 11298 che all'articolo 150 prevede appunto il trasferimento alle regioni delle competenze relative alla valorizzazione dei beni culturali. Un principio stabilito dall'articolo V della Costituzione, che, nelle sue modifiche, attribuisce alle regioni anche le competenze in materia di beni culturali. E c'è già pieno accordo tra il ministero per i beni e le attività culturali e la Regione Campania. Un «patto» di collaborazione siglato dal ministro Giuliano Urbani e dal governatore Antonio Bassolino lo scorso febbraio. L'assessorato retto da Marco Di Lello è, quindi, al lavoro per stabilire i modi ed i tempi del passaggio di consegna, ma le soprintendenze sono in fibrillazione. Si teme, infatti, una serie di conseguenze negative soprattutto rispetto alla sorte del personale, destinato ad una mobilità interna se, come pare, la gestione verrebbe affidata, integralmente, alla società Scabec che fa direttamente capo alla Regione. Al momento non c'è ancora un atto ufficiale, ma le voci dell'«esproprio» si fanno sempre più insistenti. Confermate anche dalle soprintendenze interessate che annunciano battaglia nel caso in cui il provvedimento dovesse recare gravi pregiudizi ai dipendenti. «Alla Certosa di Padula - dice allarmato il soprintendente di Salerno Francesco Prosperetti - attualmente operano sessanta unità. Lavorano alacremente ed i risultati si vedono, basti pensare al successo che ha riscontrato recentemente la mostra "Le opere e i giorni", curata da Achille Bonito Oliva, ma ideata e organizzata da noi. Professionalità che difficilmente troverebbero collocazione in altri uffici della soprintendenza, la cui pianta organica è già colma». La preoccupazione di Prosperetti è riferita in particolar modo ai custodi. «Prima di obiettare qualcosa ho bisogno di vedere carte scritte - precisa - Ma lancio in ogni caso l'allarme: questa decisione corre il rischio di trasformarsi in una vera e propria patata bollente. Tra l'altro mi risulta che per l'Archeologica si sta studiando una soluzione alternativa. Praticamente il personale in servizio resterebbe al suo posto, mentre verrebbero affidati alla Regione solo i servizi aggiuntivi, tipo biglietteria e book shop».
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Il decreto legislativo 11298, emesso cinque anni fa, prevede il trasferimento delle competenze relative alla valorizzazione dei beni culturali dalle competenze statali alle regionali. La Regione Campania ha già concordato con il Ministero per i beni e le attività culturali un patto di collaborazione per attuare questo provvedimento. Tuttavia, le soprintendenze interessate temono una serie di conseguenze negative, soprattutto per il personale, che potrebbe essere mobilitato all'interno della società Scabec, che fa capo alla Regione. La Certosa di Padula, ad esempio, ha sessanta unità di personale che lavorano alacremente e potrebbero essere colpite dall'esproprio.
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