Un sogno inseguito da anni e che ora sta per realizzarsi. Due dei maggiori monumenti d'epoca romana di Alife (il criptoportico e l'anfiteatro) potranno a breve essere disponibili alla fruizione di quanti amano quel mondo di circa due millenni fa e che, per Alife, rappresentano parte integrante della sua lunga storia. I lavori rientrano nel programma di valorizzazione e rilancio del notevole patrimonio archeologico che l'amministrazione comunale sta perseguendo anche grazie ai Por Campania e ai Pit Trebulani Matese (entrambi i progetti di scavo sono seguiti dall'ingegnere Ricigliano e dall'architetto Venditti). «Il criptoportico è un monumento spettacolare e austero con i suoi meandri sotterranei - spiega Alessandro Parisi assessore al patrimonio storico ed archeologico del Comune di Alife -, resta da definirne la funzione ossia se fu adibito a deposito con portico soprastante o ad altro». Lo storico Trutta, nel 1776, lo identificava come un ambulacro sotterraneo per passeggio allo scopo di combattere la calura estiva. Negli anni '50, l'archeologo Johannowsky affermò trattarsi di una cisterna; ma da sondaggi effettuati anni fa e diretti da Federico Marazzi, docente presso l' Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, fu accertata la presenza di un pavimento battuto permeabile. Ora è di nuovo quest'ateneo che si sta occupando di studiare la natura del monumento grazie anche alla attenta vigilanza di Enrico Stanco, responsabile dell'Ufficio di Alife della Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta. L'anfiteatro alifano, eccezionale per le proporzioni della sua arena, con le misure di 47 per 74 metri, si affianca a quelli più grandi dell'antichità. La sua origine risalirebbe tra la tarda repubblica-prima età imperiale ed il periodo tardo imperiale. Le strutture perimetrali della cavea non hanno più la loro altezza fuori terra, come la conservano il mausoleo e la cinta muraria perché il monumento fu spianato nei periodi critici potendo essere occupato dai rivoltosi (come afferma Alessandro Parisi che ne ha studiato le vicende storiche), ladroni o da orde di Saraceni. Di queste strutture si conserva ben poco in elevato dal calpestio romano che non è profondo in quell'area, ma ben più elevate potranno essere le strutture della cavea immediatamente intorno all'arena che come in quasi tutti gli anfiteatri, poteva essere alquanto più infossata rispetto al calpestio esterno. Da calcoli effettuati è stato possibile stabilire che poteva contenere circa undicimila spettatori. Alife incomincia a rivivere le sue origini in modo più tangibile, e da esse vuole ripartire per un rilancio complessivo, culturale ed economico.
Alife ritrova il criptoportico e l'anfiteatro
Due dei maggiori monumenti d'epoca romana di Alife, il criptoportico e l'anfiteatro, potrebbero presto essere disponibili alla fruizione del pubblico. I lavori di valorizzazione e rilancio del patrimonio archeologico del Comune di Alife sono parte del programma dei Por Campania e dei Pit Trebulani Matese. Il criptoportico è un monumento spettacolare e austero con meandri sotterranei, ma la sua funzione è ancora da definire. L'anfiteatro, con le sue proporzioni eccezionali, risale tra la tarda repubblica e l'età imperiale. Le strutture perimetrali della cavea non hanno più la loro altezza fuori terra, ma potrebbero essere elevate intorno all'arena.
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