«Un sacrilegio intervenire sulla chiesa» La vedova dell'architetto Olivieri: «Nessuno si sognerebbe di modificare il Duomo» Un'altra voce. Questa volta non proviene dai cittadini del quartiere né dai parrocchiani che si stanno mobilitando per bloccare l'iniziativa del parroco e del suo parcheggio sotterraneo. Anche se non abita in Valdonega, la signora Isabella Lonardi Olivieri alla chiesa di San Benedetto è molto legata. Come a tutti i progetti che ha firmato suo marito, l'architetto Rinaldo Olivieri, scomparso nell'ottobre del '98. Dalla bianca stella che ogni anno in piazza Bra segna l'arrivo del Natale, al Teatro Camploy. «La trovo una cosa scandalosa», dice Isabella Olivieri commentando il progetto di modificare la facciata della chiesa che suo marito progettò a cavallo degli anni ottanta, «Ogni piega di quell'edificio ha un suo significato». Così quel muro in cemento, che dovrebbe essere il primo a cadere nel progetto di don Amadio Caobelli, è li per un motivo, parte di un disegno che voleva separare, anche visivamente, il caos del mondo esterno, dalla quiete del mondo intimo e raccolto della preghiera. «Mi sembra una grande forma di leggerezza e di sventatezza», aggiunge la moglie dell'illustre architetto che ha partecipato a prestigiose rassegne internazionali, «nessuno si azzarderebbe a toccare una sola colonna del Duomo o delle chiese antiche di Verona, ma sono opere d'arte anche quelle moderne. Tanto che la facciata di San Benedetto è fotografata e pubblicata sulle riviste di mezzo mondo». Il vincolo della Soprintendenza dei beni ambientali interviene infatti solo su opere architettoniche che abbiano più di 50 anni che siano inserite in un contesto urbano non modificabile o che siano di rilevante importanza artistica e culturale. Per ora la chiesa di San Benedetto non rientra nella categoria protetta, se non in quella dei parrocchiani che la vogliono così com'è, con tutto il suo cemento forse difficile da capire, ma più facile da accettare senza un parcheggio sotterraneo. Il progetto di don Caobelli prevede infatti sia la costruzione di 80 posti auto pertinenziali sotterranei, davanti e dietro alla chiesa, da mettere in vendita agli abitanti della zona. Ma anche un sagrato nuovo, più ampio, senza l'attuale passerella e senza quel muro davanti all'ingresso.