Esposto del gruppo d'intervento giuridico: «Modifica il paesaggio». TEMPIO. Il gruppo d'intervento giuridico avrebbe trovato una falla nella delibera comunale del marzo 2006 con la quale viene rinnovata una lottizzazione a "Li Lieri", nell'agro di San Pasquale ricadente nel territorio comunmale di Tempio. «Un progetto a macchia di leopardo dall'impatto ambientale devastante, con una volumetria di oltre 75 mila metri quadri che modificherebbe radicalmente il paesaggio agrario della Gallura interna». I responsabili sardi degli "amici della terra" e del gruppo di intervento giuridico hanno firmato, congiuntamente, un esposto contro la lottizzazione in via di realizzazione informando la procura della Repubblica di Tempio, l'amministrazione regionale (e i competenti assessorati all'ambiente e all'urbanistica) il corpo forestale e di vigilanza ambientale e la Commissione europea. La lottizzazione di "Li Lieri", presentata dalla società "Nuovo consorzio Li Lieri", era una vecchia lottizzazione risalente agli anni Settanta che riguarda una località tra Bassacutena e San Pasquale, ai bordi della famosa strada "Garibaldi", la Bassacutena-Porto Pozzo. Tutti gli insediamenti, distribuiti secondo gli indici di fabbricabilità fissati nel 1992 dal Pdf e nel frattempo riveduti e corretti, prevedono edilizia residenziale e alberghiera sulla tipologia dell'architettura spontaneistica locale, quella dello stazzo gallurese. «L'iter ha attraversato tutti i passaggi previsti dall'apposita normativa, ottenendo ogni autorizzazione prevista, anche quella dell'Ufficio tutela del Paesaggio, senza peraltro aver registrato mai né un ricorso né un'osservazione da parte né di una persona né di un'associazione ambientalista - precisò al momento dell'approvazione l'assessore all'urbanistica di Tempio, Paolo Orecchioni -, e ciò a fronte di un'eterna polemica fatta montare sulla stampa, locale e nazionale, intorno alla "cementificazione" di San Pasquale da parte di Tempio. Come se solo a San Pasquale e solo da parte di Tempio venissero nel frattempo autorizzate lottizzazioni». Ma il gruppo d'intervento giuridico, dopo aver esaminato i progetti, ha atteso che la società avviasse i lavori per lanciare i suoi siluri. «L'intera area è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (dl 422004) per la presenza di macchia mediterranea. Nel Ppr rientra nell'ambito di paesaggio costiero numero 17 (Gallura orientale), ed è classificata area naturale e subnaturale - è detto nell'esposto - e aree a utilizzazione agroforestale e insediementi turistici. Essendo il comune di Tempio sprovvisto di Puc, definitivamente approvato e in vigore, si applicano per tale ambito di paesaggio costiero le disposizioni cautelari provvisorie delle norme tecniche di attuazione del Ppr. Inoltre - conlude il documento - ovviamente prima dell'inizio dei lavori, i progetti di intervento turistico-immobiliari o di trasformazione urbanistica di tali dimensioni devono essere sottoposti al preventivo e vincolate procedimento di verifica preventiva "screening", procedimento che non risulta essere stato effettuato».