GOLFO ARANCI. Finisce all'attenzione del Parlamento europeo il cantiere aperto a Baia Caddinas dalla società di trasformazione urbana Golfo Aranci spa. A sollevare il caso è stata Monica Frassoni, presidente del gruppo dei verdi al Parlamento europeo che ha presentato un'interrogazione relativa all'avvio dei lavori di realizzazione di un complesso residenziale e ricettivo nel comune golfarancino. Lavori già contestati dalle associazioni ecologiste Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra. Pochi mesi fa, subito dopo l'avvio dei lavori di sbancamento nell'area interessata dal progetto, avevano fatto sentire la loro protesta le due associazioni Amici della Terra e Gruppo d'intervento giuridico: il loro rappresentante, Stefano Deliperi, sosteneva che sull'operazione immobiliare in atto ci sarebbero «parecchi aspetti legali e ambientali che necessitano di doverosi accertamenti». Ora, sull'apertura del cantiere da parte della Stu, società di trasformazione urbana costituita dal Comune e da una cordata di imprese con capofila la Pirelli Re, interviene anche l'europarlamentare verde che attraverso un'interrogazione segnala alla Commissione europea che «l'intervento immobiliare di Baia Caddinas è di dimensioni tali da dover essere sottoposto al vincolante procedimento di verifica preventiva "screening" (direttiva 9711 Ce) che però non risulta essere stato svolto». L'esponente dei verdi segnala inoltre che «l'area interessata dai lavori, sul mare e ricoperta in buona parte da macchia mediterranea evoluta, è tutelata con specifico vincolo paesaggistico mentre la fascia dei 300 metri dalla battigia marina è tutelata anche con vincolo di conservazione integrale». Monica Frassoni ha definito l'intervento immobiliare «un ennesimo attacco alla costa sarda», per il quale chiede alla Commissione europea di assumere delle iniziative volte a contrastare «questa violazione del diritto comunitario in tema di valutazione di impatto ambientale». Confermando, infine, il sostegno del gruppo dei verdi all'azione avviata dalle due associazioni ecologiste le quali hanno già «inoltrato esposti alle amministrazioni pubbliche competenti e alla magistratura, tuttora senza esito definitivo». Dunque, continua a essere fortemente osteggiato l'intervento della Stu a Baia Caddinas, benchè il Comune abbia sempre respinto gli attacchi da parte delle associazioni ambientaliste sostenendo la regolarità dell'operazione «che - hanno più volte ribadito gli amministratori locali - possiede tutte le autorizzazioni necessarie».