La cupola era crollata 11 anni fa. È stata ricostruita con i materiali che si usavano nel '700. Gli auguri del Papa Contestati il premier e il governatore siciliano "Non costruite qui quegli impianti" La gioia di monsignor Angelo Bagnasco "È un giorno importante per lItalia" NOTO - Ci sono volute 150 mila pietre, 11 anni e 40 milioni di euro. Ma alla fine la cattedrale di Noto, il gioiello del barocco siciliano, è di nuovo lì, con la sua cupola maestosa e le navate candide, ben più bella di quando, il 13 marzo del 96 crollò miseramente sotto il peso dellincuria e delle crepe aperte dal terremoto del '90. Il presidente del Consiglio Romano Prodi, arrivato insieme alla moglie Flavia per partecipare alla solenne inaugurazione alla presenza del presidente della Cei Angelo Bagnasco, è a bocca aperta sulla scalinata. «È assolutamente splendida - dice - più di quanto immaginassi». Quasi non sente il coro di fischi che lo saluta allarrivo ai piedi del duomo. A scandire slogan e ad urlare «Buffoni e venduti» a lui e al presidente della Regione Salvatore Cuffaro sono circa 200 aderenti al comitato contro le trivelle nel Val di Noto e soprattutto quelli dei comitati civici delle zone in cui, secondo il piano regionale dei rifiuti appena approvato dal governo, dovrebbero sorgere quattro inceneritori. E se i comitati «No triv», grazie alla mobilitazione partita dallappello di Andrea Camilleri sulle colonne di Repubblica, hanno appena incassato la parziale rinuncia della Panther Oil ai permessi di ricerca del petrolio nella porzione di territorio tutelata dallUnesco, quelli del «no» agli inceneritori gridano: «Basta distruggere i nostri territori, trivelle, discariche, inceneritori». Prodi non risponde. E il giorno della festa per linaugurazione della Cattedrale restaurata grazie allincessante lavoro degli uomini della Protezione civile guidati da Guido Bertolaso e dai progettisti Roberto De Benedictis e Salvatore Tringali. «Quando ho saputo del crollo fu un momento di tristezza - ricorda il presidente del Consiglio - Oggi che la vedo ricostruita posso dire che rinasce uno dei monumenti più importanti dItalia». Ci sono tutti i vertici del clero italiano. Monsignor Bagnasco è raggiante. Il Papa ha inviato un suo messaggio di auguri e lui dice: «È un giorno importante per lItalia perché finalmente riapre questa splendida cattedrale». E proprio ieri la Corte dei Conti ha fissato il processo contro il responsabile tecnico della Soprintendenza di Siracusa che non intervenne nonostante il disastro del 96 fosse prevedibile . La cattedrale da ieri è riaperta al culto, ma cè ancora molto da fare, a cominciare dagli affreschi allinterno delle Navate. Unopera alla quale collaborerà un grande maestro come Ottavio Mazzonis, 86 anni, allievo di Nicola Arduino, dal tratto che ricorda molto quello di Tiepolo. Lo ha annunciato Vittorio Sgarbi, componente della commissione per la realizzazione dei nuovi affreschi.