Blitz in grande stile a San Lorenzo per trasferire in albergo le ventidue famiglie che stavano da tre anni nella sede dellopera pia Il gip dispone il sequestro e critica il Comune: "Persistente inerzia" In campo carabinieri poliziotti, finanzieri vigili del fuoco. Mobili caricati sui furgoni La dimora dei Florio è stata vandalizzata Alcuni degli sfrattati già nei container -------------------------------------------------------------------------------- Domenica NOTTE non hanno chiuso occhio. Le ventidue famiglie che da due anni e mezzo vivevano accampate a Villa Pignatelli, sapevano che quella sarebbe stata lultima notte che avrebbero trascorso in via Florio, a San Lorenzo. E ieri mattina, erano da poco passate le nove, le forze dellordine sono arrivate puntuali davanti a quella che un tempo fu la dimora dei Florio. Polizia, carabinieri, guardia di finanza. E ancora, impiegati della protezione civile, operatori del 118, vigili del fuoco e assistenti sociali. Cerano quasi duecento persone a Villa Pignatelli, arrivate lì per sgomberare le famiglie. La villa, depredata e vandalizzata, è stata sequestrata dalla magistratura. A mettere i sigilli alla dimora storica sono stati i carabinieri del Reparto operativo e del Nucleo tutela patrimonio culturale, che hanno poi consegnato la struttura al sindaco. Il Comune ha offerto alle famiglie ospitalità in albergo: ma cè chi ha deciso, pur di non andare in hotel, di piazzarsi dentro i container sistemati in unarea di via Messina Montagne, anche se non sono ancora pronti. Davanti al cancello di via Florio è un viavai di macchine e camion. Ci sono i furgoni del Comune che trasportano i mobili degli sgomberati nei magazzini dellex mattatoio. Ci sono le auto dei senza casa che trasportano valigie da parenti e amici. Ci sono i mezzi dellAmia che passano da lì per prendere i rifiuti da buttare. Ci sono soprattutto loro, le mamme dellopera pia, con gli occhi lucidi e i fazzoletti in mano. Lilli De Luca non riesce a smettere di piangere: «Non ci possono buttare fuori dopo quasi tre anni - dice - noi non siamo occupanti abusivi. Abbiamo una casa popolare assegnata, che è occupata abusivamente, e siamo qui ospiti del Comune». Lilli è tra quelle che hanno rinunciato allalbergo: «Ti fanno uscire la mattina presto e puoi rientrare solo la sera dice preferisco stare nel container anche se non cè ancora niente». Anna Meli non sapeva come spiegare alla figlia Alessandra che dovevano andare via da Villa Pignatelli e trasferirsi in un hotel di via Rosolino Pilo. È andata a trovarla a scuola, la Ignazio Florio, mentre faceva il compito scritto per gli esami di terza media. «Domani (oggi, ndr) ha il secondo giorno di scritti - dice - Non ci voleva uno stravolgimento così, proprio mentre sta affrontando gli esami. Sono mesi che temporeggiano». Che lamministrazione comunale non abbia agito tempestivamente, trasferendo le famiglie in altre strutture, è scritto a chiare lettere nel decreto di sequestro preventivo firmato dal giudice per le indagini preliminari Maria Pino: «Analogamente sussistente - scrive il giudice - deve ritenersi il fumus del reato di cui allarticolo 328 codice penale (omissione di atti di ufficio, ndr), avuto riguardo alla persistente inerzia degli organi amministrativi e in particolare dellamministrazione comunale, formalmente e reiteratamente sollecitata, con idonea domanda, al compimento di atti allevidenza caratterizzati dal requisito dellurgenza». Già a febbraio, infatti, la Soprintendenza, con una nota, aveva diffidato il Comune a liberare la villa. Secondo il gup, che nella sua relazione cita tutti i verbali dei sopralluoghi effettuati in via Florio dai Beni culturali - il primo risale al marzo del 2005 - il Comune avrebbe dovuto provvedere a una sistemazione alternativa per gli sgomberati, prima che il complesso storico fosse del tutto depredato. Adesso, della villa sequestrata rimane ben poco: sparite le lastre di pietra billiemi, sparite le antiche balaustre del terrazzo, spariti busti e mobili di pregio, spariti i pavimenti e i rivestimenti in marmo. Qualcuno aveva anche cominciato a tagliare le colonne del piano terra, unoperazione che, secondo la Soprintendenza, avrebbe potuto portare «al crollo dei solai, con conseguenze prevedibili». Le famiglie negano ogni responsabilità: «Noi non centriamo», dicono in coro. Finite le operazioni di sgombero, tutti gli ingressi della villa verranno murati per impedire che qualcuno possa rientrarvi.