A Lucca e Massa Carrara ci sono solo 2 architetti. A Firenze, Prato e Pistoia sono 11 ADAREZZO i no sono stati 17 su 1.254 progetti presentati. A Firenze, Prato e Pistoia 18 su 3.594. a Lucca e Massa Carrara 19 su 6mila10, a Pisa e Livorno 22 su 4.213; a Siena e Grosseto 19 su 6mila. Il che produce percentuali di annullamento che vanno dall'1,4 di Arezzo allo 0,3 di Siena e Grosseto. «A onor del vero - aggiunge Lolli Ghetti - molti progetti sono ben piccola cosa.Tipo la costruzione di una tettoia. Ma anche se si ammettesse chela gran parte di questi progetti riguardano interventi minimi sarebbe comunque impossibile glissare su un problema che è oggettivo: gli architetti sono pochi troppo pochi. La situazione è assolutamente grave ». Perché poi succede che pure per i progetti di maggior impatto il controllo sia superficiale. «In più - aggiunge Lolli Ghetti - l'età media del personale delle soprintendenze è alta e spesso chi va in pensione non viene sostituito e così si perde un enorme patrimonio di conoscenze e esperienza». Una situazione di «assoluto allarme » come la definisce Maria Rita Signorini di Italia Nostra «che ha spinto la nostra associazione a segnalare direttamente al ministero i casi più a rischio perché ci siamo oramai resi conto che le soprintendenze non riescono più a svolgere quella funzione che la legge gli assegna. Sia per la loro assoluta carenza di organico, sia perché a nostro avviso c'è una parte di personale che è poco aggiornato sulle normative più recenti in tema di tutela dei beni ambientali. Ci vorrebbero dei corsi di formazione continui». In Toscana adesso si spera che una maggiore tutela arrivi dal "codice del paesaggio" che a seguito dell'accordo fatto fra Regione eministero sarà parte integrante del piano di indirizzo territoriale (Pit) che presto sarà approvato dal consiglio regionale. Solo lo 0,6 dei progetti edilizi è respinto dalle Soprintendenze In Toscana su oltre 21mila solo 95 hanno un esito negativo Una montagna di carte controllata solo da 31 architetti LOLLI GHETTI: «La situazione è gravissima, pochi tecnici e quelli che vanno in pensione non vengono sostituiti». Ogni tecnico dovrebbe controllare quasi 680 procedimenti Quasi 680 progetti all'anno per ogni architetto. È questa la mole di lavoro che tocca ai tecnici delle soprintendenze toscane incaricati di vigilare sui beni architettonici, culturali e paesaggistici della nostro territorio. I conti li ha fatti ieri un'inchiesta del Sole 24 Ore che ha elaborato i dati forniti dalle stesse soprintendenze. In Toscana le soprintendenze sono cinque e tutte assieme hanno 31 architetti incaricati di vagliare i progetti di interventi in aree sottoposte a tutela paesaggistica. Nel 2006 sulle loro scrivanie sono arrivati oltre 21mila incartamenti. Alla soprintendenza che controlla le province di Lucca e di Massa Carrara ad esempio sono stati presentati oltre 6mila progetti. E visto che gli architetti incaricati sono solo 2, ne hanno dovuti controllare più di 3mila a testa. Tenendo conto di una settimana lavorativa di 5 giorni, dei festivi e delle ferie estive (unatrentina di giorni) si tratta di oltre 11,5 pratiche al giorno. Altro che Stakhanov. E sarà anche un caso, ma poi i progetti bocciati sono davvero un' eccezione. In tutta la Toscana sono stati solo 95, grosso modo lo 0,6. In Italia siamo all'1,8. «Il fatto è che i tecnici delle soprintendenze spiega Mario Lolli Ghetti,direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana - hanno di fronte un lavoro immenso e la situazione del personale è di una gravità assoluta ». Lolli Ghetti ricorda che il controllo delle soprintendenze è solo di legittimità. Cioè i tecnici non entrano nel merito del progetto,ma si limitano a controllare che le carte siano in regola. È quello che ad esempio è successo con le villette di Monticchiello che dopo la denuncia del professore Asor Rosa sono diventate l'emblema dell'aggressione del mattone alle bellezze toscane, ma che hanno avuto i permessi per essere costruite. In pratica il potere di intervento e di controllo che la legge assegna alle soprintendenze a tutela delle "bellezze naturali" è di competenza degli architetti di zona e si esplica attraverso un controllo di legittimità sulle approvazioni rilasciate dagli enti locali (comuni, province, Regione).Ed è solo in caso di illegittimità dell'atto che il soprintendente ha il diritto di annullare la delibera.