Dietrofront dopo gli 80 mila no raccolti da 'Repubblica' L' annuncio di Cuffaro 'Da sempre contrari al petrolio, non ci restano neppure le accise' Ridotti a otto dai 21 previsti i pozzi per l' estrazione di metano o altri idrocarburi Esclusi dalle perforazioni gli 8.600 ettari di terreno dove vige il vincolo Unesco la partita dell' energia La rinuncia a cercare il petrolio nel Val di Noto viaggia su una lettera fimata da Jim Smitherman, presidente della Panther Eureka, protocollata ieri mattina dal corpo delle miniere della Regione siciliana: la società texana cancella dalla mappa delle trivellazioni la cittadina barocca e i suoi dintorni, un territorio dichiarato patrimonio dell' umanità dall' Unesco. Una decisione che segue le proteste di amministratori locali e ambientalisti, dei comitati «no triv» sorti negli ultimi tempi, una mobilitazione culminata nelle 80 mila firme raccolte dall' appello lanciato sulle colonne di "Repubblica" dallo scrittore Andrea Camilleri. Il dietrofront della Panther arriva alla vigilia della riapertura della cattedrale di Noto, che lunedì - alla presenza di Prodi - sarà restituita al pubblico dieci anni dopo il crollo. La svolta nel caso Panther è stata annunciata ieri dal governatore Salvatore Cuffaro, che afferma di aver «chiesto e ottenuto» la rinuncia alle autorizzazioni rilasciate in passato alla società: «L' opposizione alle trivellazioni rientra nella nostra strategia di sviluppo turistico. Noi - dice Cuffaro - saremo sempre contrari al petrolio, tanto non ci lasciano neppure le accise». Il ministro per l' Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha parlato di «ottima notizia: le trivellazioni in Val di Noto erano davvero inconcepibili». La soddisfazione, ieri, ha messo sullo stesso fronte il coordinatore di An Giuseppe Scalia e i deputati regionali diessini Roberto De Benedictis e Giuseppe Zappulla, sino alla leader del centrosinistra in parlamento regionale, Rita Borsellino. Che parla di «una vittoria delle comunità locali e della campagna di informazione avviata da Camilleri» ma si mantiene prudente: «Si vigili e si faccia chiarezza sulla portata dello stop annunciato». La Panther, in realtà, non si ferma ma rivede il proprio programma nell' area sudorientale della Sicilia: proseguono le attività di ricerca già avviate in contrada Zisola, a circa tre chilometri dal centro abitato di Noto, e a Ragusa. Anzi, se entro l' 8 luglio non sorgeranno osservazioni alla richiesta di valutazione di impatto ambientale, l' azienda a Ragusa farà partire le trivelle. Ma la società fa sapere di aver escluso dall' area oggetto del permesso di ricerca (74.600 ettari fra le province di Catania, Ragusa e Siracusa) una porzione di 8.600 ettari che comprende la cittadina di Noto e l' intero sito Unesco, compresa la zona di rispetto, Noto antica e infine quella fetta di territorio vicina alla costa e alla riserva naturale di Vendicari. «La scelta dei siti da perforare - precisa la Panther nella sua lettera - non sarebbe stata comunque indirizzata verso zone di pregio ambientale e paesaggistico o, tanto meno, nel centro abitato della città: ma lasciamo comunque l' intera area per evitare strumentalizzazioni e dimostrare alle comunità locale la nostra disponibilità». In ogni caso, visti i ritardi che la Panther attribuisce alla «opposizione» delle amministrazioni locali, si ridurrà il numero dei pozzi da realizzare entro il 2010: da 21 a 8. Anche se l' importo dell' investimento, è scritto ancora nella lettera, aumenta. E viene confermato un contributo annuale da 100 mila euro che l' azienda texana, oltre alle royalties pari al 7 per cento, si impegna a versare ai Comuni per «elargizioni sociali, beneficenza, per la scuola e per attività organizzate da associazioni ambientaliste».
Stop alle trivelle in Val di Noto la Panther lascia i siti tutelati
Il governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, ha annunciato che la società Panther Eureka, che aveva richiesto il permesso di trivellare in Val di Noto, ha deciso di rinunciare alle autorizzazioni rilasciate in passato. La decisione è stata presa dopo le proteste di amministratori locali e ambientalisti, che avevano raccolto 80.000 firme contro le trivellazioni. La Panther ha escluso dall'area di ricerca 8.600 ettari di terreno, che comprende la città di Noto e il sito Unesco, e si è limitata a perforare 8 pozzi in un'area più ampia. La società ha anche ridotto il numero di pozzi da realizzare entro il 2010 da 21 a 8.
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