Da centro espositivo per le grandi mostre, legando quelle d'arte contemporanea al meglio della collezione Pinault, a una maison dell'arte, del lusso e del glamour dove ospitare anche grandi eventi mondani, dalla recente serata dedicata a Uomo Vogue, alla seconda edizione del Gucci Award in concomitanza con la Mostra del Cinema. Con l'addio concordato di Jean-Jacques Aillagon che ha lasciato la direzione artistica di Palazzo Grassi per la presidenza del Museo di Versailles sembra sul punto di cambiare anche la filosofia espositiva del centro ora nelle mani di Francois Pinault. E il primo segnale sarebbe la partenza dal Palazzo, nel giro di poco tempo, di un nucleo di opere della collezione Pinault che Aillagon voleva fossero legate al nuovo volto di Palazzo Grassi, quasi un suo «segno» museale legato al contemporaneo. Come la ludoscultura cani-na gonfiabile dell'artista statunitense Jeff Koons, che per molto tempo è stata esposta di fronte alla porta d'acqua di Palazzo Grassi, alle sgargianti gocce di resina di Urs Fi-scher che accoglievano come una pioggia i visitatori lungo lo scalone interno. Ma anche ad altre opere, come le grandi tele di Rothkq, che avrebbero dovuto contribuire a creare la nuova fisionomia di Palazzo Grassi. Ma su questo aspetto "museale" nonostante l'avvio del progetto della Punta della Dogana le idee di Pinault e quelle di Aillagon non avrebbero coinciso e l'ex ministro della Cultura francese, con grande eleganza e senza polemiche, avrebbe colto al volo la nuova offerta di Versailles, lasciando Venezia e mantenendo, sul piano artistico, solo il ruolo di commissario per la prossima mostra archeologica su Roma e i Barbari, a cui tiene moltissimo. Se la prima di una serie quella dedicata al confronto tra civiltà, proposto proprio da Aillagon sin dall'inizio, anche in sintonia con il direttore dei Musei Civici Giandome-nico Romanelli, quando il progetto fu impostato o un caso isolato si capirà presto, anche perché anche su questo aspetto, a quanto risulta, le idee di Pinault e quelle del suo direttore erano molto diverse. Come per le mostre d'arte moderna e contemporanea. Aillagon avrebbe voluto partire da opere della collezione Pinault per costruire grandi esposizioni a tema, mentre il collezionista e imprenditore transalpino, con la serie Sequence di cui è in corsa la prima mostra, a cui ne seguiranno altre numerate progressivamente e curate dalla critica statunitense Alison Gingeras vuole proporre in laguna, per un pubblico internazionale, gli artisti di punta, di volta in volta, della sua collezione continuamente alimentata. Al suo posto secondo quanto aveva annunciato Aillagon in contemporanea con la Biennale Arte, avrebbe dovuto esserci una mostra sull'Europa nel 1967, con l'inizio del dialogo tra gli artisti dell'Est e quelli dell'Ovest. Anche sull'uso del teatrino di Palazzo Grassi, Pinault ha già fatto marcia indietro rispetto a quanto aveva detto il suo direttore, che lo aveva promesso come spazio aperto alla città e che invece avrà solo un uso espositivo funzionale alle esigenze di Palazzo Grassi. L'incertezza è ora su chi prenderà il posto di Aillagon, anche in vista dell'avvio del progetto del polo del contemporaneo alla Punta della Dogana. Non è escluso che Pinault riservi direttamente per sé parte dei ruolo amministrativi come quello di amministratore delegato che Aillagon ricopriva, mentre la figura del direttore artistico se ci sarà avrà paletti molto precisi, anche se il Comune vuole voce in capitolo sul progetto della Punta della Dogana