PALERMO. «La decisione della Panther Oil è un atto di responsabilità importante ma in generale io dico che bisogna smetterla con i luoghi comuni e trovare la strada che coniughi la tutela dei beni culturali e paesaggistici con lo sviluppo industriale». Parola di Ivan Lo Bello, 44 anni, oggi presidente della Camera di commercio siracusana e di Confindustria Sicilia, dopo essere stato al vertice di Confindustria Siracusa e aver partecipato, insieme ad altri tra cui l'associazione Civita, al finanziamento del primo Piano di gestione del sito Unesco della Val di Noto. Il marchio Unesco esclude qualsiasi attività industriale? Ogni area Unesco ha un simbolo e Noto è uno di questi. Non c'è dubbio poi che questa zona abbia una forte vocazione culturale e turistica, ma è pur vero che è il cuore del cosiddetto Sud-Est della Sicilia, che contiene molteplici assi di sviluppo e resta nel nostro Paese un modello complesso, unico e altamente competitivo. Per tornare alla Val di Noto io dico che bisogna evitare forzature interpretative. Per esempio? Quella è un'area a forte vocazione agroindustriale ed è chiaro che con questo tipo di economia bisogna fare i conti così come è altrettanto ovvio che va monitorato l'impatto delle serre. Però... Però? Io chiedo ai sindaci che hanno a cuore i beni culturali e ambientali di mettere la stessa attenzione che hanno dedicato alla Panther per vigilare sui fenomeni di abusivismo edilizio che pure ci sono e non sono pochi. Il dibattito sulla tutela del barocco può essere lo spunto per discutere dello sviluppo dell'intera area. Già. Ed è chiaro che in questo caso i governi (nazionale regionale) non possono non tenere conto che, per esempio, ci sono lotti dell'autostrada Siracusa-Gela completati ma inspiegabilmente chiusi. Certo è vero che molte cose sono state fatte ma a volte fuori da ogni logica ci sono le risorse ma le cose non vengono fatte.
Bisogna coniugare cultura e sviluppo
Ivan Lo Bello, presidente della Camera di commercio siracusana e di Confindustria Sicilia, ha espresso la sua opinione sulla tutela dei beni culturali e paesaggistici nella Val di Noto, un sito Unesco. Lo Bello sostiene che la decisione della Panther Oil è un atto di responsabilità importante, ma che bisogna smetterla con i luoghi comuni e trovare una strada che coniughi la tutela dei beni culturali con lo sviluppo industriale. Egli critica i sindaci che non vigilano abbastanza sui fenomeni di abusivismo edilizio e chiede di mettere la stessa attenzione alla tutela del barocco come a quella della Panther Oil.
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