La cultura che diverte. È stato questo lo slogan della manifestazione «La notte dei musei. Musei di notte», conclusasi sabato scorso con un bilancio finale di oltre 67 mila visitatori. Le aperture straordinarie fino alle 24, realizzate dal 21 giugno fino al 20 settembre, hanno coinvolto, in città, il museo Archeologico, quello di Scienze naturali, quello Storico, l'Orto botanico, l'Accademia Carrara, la Galleria d'Arte moderna e contemporanea e il museo Adriano Bernareggi. «Questo nuovo modo di rapportarsi ai musei è nato tre anni fa. in collaborazione con Paola Tognon, responsabile del progetto artistico, e con Nelly Fognini, responsabile dell'organizzazione degli spettacoli», commenta Beatrice Ferrara, coordinatrice dell'evento e responsabile del progetto di comunicazione. «L'idea era di avvicinare alle istituzioni culturali le persone che abitualmente non le frequentano - prosegue Ferrara -. Così abbiamo avviato la formula delle visite serali gratuite, nei fine settimana estivi, affiancando anche attività collaterali di spettacolo, danza, laboratori didattici per bambini, eventi musicali, percorsi enogastronomici e mostre». Un successo confermato dai dati: le 17 mila presenze registrate nella prima edizione del 2001 si sono più che raddoppiate nel 2002. con 44,4 mila visitatori, e quest'anno la cifra ha superato quota 67 mila. «La soddisfazione è grande, soprattutto perché siamo riusciti ad andare incontro alle esigenze dei cittadini - dichiara Valerio Marabini, assessore alla Cultura del Comune di Bergamo -, creando un progetto culturale vivace e ricco d'attività. Oltre a ciò, dal 2000 offriamo l'apertura dei nostri musei tutti i giorni festivi dell'anno, tranne Natale e Capodanno, e ci stiamo impegnando nel recupero degli spazi storici». Da un paio d'anni, inoltre, sono state coinvolte nella manifestazione estiva alcune strutture provinciali. «Siamo partiti l'anno scorso con due soli musei fuori città, per arrivare quest'anno a ben otto strutture su tutto il territorio provinciale», conferma Tecla Rondi, assessore alla Cultura della Provincia di Bergamo. «Quest'estate abbiamo aperto anche il nostro palazzo di via Tasso, con un suggestivo concerto jazz tra le opere dello scultore Villa», prosegue Rondi, che si dichiara «molto contenta del successo della manifestazione, che ha portato molti bergamaschi a muoversi e a riscoprire le strutture culturali in una dimensione più quotidiana». In tre anni, con un incremento complessivo di 50 mila presenze, «La notte dei musei» è effettivamente cresciuta, tanto che il prossimo anno dovrebbe acquistare un'importanza e un'estensione regionale, con l'apertura, il sabato sera, di tutti i musei dei capoluoghi di provincia lombardi. «La particolarità di un evento culturale, realizzato con una collaborazione territoriale tra il Comune e i musei provinciali, aveva già attirato l'attenzione dell'assessore regionale alla Cultura, Ettore Albertoni - prosegue Marabini -. Vista la conferma del successo ottenuto anche quest'anno, i tecnici regionali sono già al lavoro per coinvolgere l'intero territorio lombardo». L'idea sarebbe dì creare dei veri e propri percorsi culturali di collegamento tra le strutture museali e i siti d'interesse storico delle diverse città. La Regione da parte sua applaude all'iniziativa bergamasca e si prepara a «estendere a tutte le province lombarde l'importantissima esperienza», rivela l'assessore Albertoni, che annuncia: a novembre si terrà un incontro con i responsabili dei musei lombardi. «La rete regionale dei musei lombardi - prosegue Albertoni - già forte di oltre 330 musei, di enti locali e privati, si sta sempre più ampliando e qualificando per la modernità dei suoi contenuti e per la capacità di offrire conoscenza non pedantesca ma particolar-mente allettante per tutte le classi di età e per tutti gli strati sociali e culturali».