CONVERSANO (BARI). Nuovo importante lascito per il Polo museale di Conversano, che ha acquisito la preziosa collezione di dipinti dell'Ottocento appartenuta al germanista Nicola Accolti Gil Vitale (Conversano 1902-1987) con la consulenza di studiosi come Costina Farese Sperken e Giuseppe Farese dell'Università di Bari. Si tratta di dipinti, tutti di elevato interesse storico artistico, di Francesco Netti (Santeramo in Colle, 1832-1894), Alfio Tornaselli (Catania 1846-Conversano 1915), Beniamino Bianco (Fasano 1863-1938) e Carpanini, oltre a un arazzo di Netti e una pergamena del sec. XV, per un totale di quattordici opere. Da ieri, la raccolta è oggetto di una mostra permanente ospitata negli ambienti del Castello Aragonese, nella cui Pinacoteca sono esposte le dieci tele di Paolo Finoglio ispirate alla «Gerusalemme liberata» di Torquato Tasso. «Da Conversano parte - dice Gaetano Romita (dirigente Soprintendenza ai Beni architettonici) - un progetto-pilota che punta a sperimentare l'integrazione, in un unico polo museale, del ricco patrimonio pittorico ospitato nel Castello, di quello archivistico nell'ex monastero di Santa Chiara, di quello librario che si trova nel complesso monastico di San Giuseppe e di quello archeologico ospitato nel monastero di San Benedetto». Il progetto è stato presentato nel corso della prima «Giornata della cultura», organizzata dall'assessore comunale alla Cultura, Diego Judice. Presenti: il sindaco Francesco ludice, Domenico Lomelo e Vittorino Curci (assessori regionale e provinciale ai Beni culturali), Grazia Di Staso (preside della facoltà di Lettere dell'Università di Bari, con la quale è stato raggiunto un accordo che prevede il tirocìnio di giovani studenti nel polo museale), Onofrio Ferrari (rappresentante delegato della famiglia Accolti Gii Vitale), Gaetano Romita (delegato del soprintendente Ruggero Martinez), Giuseppe Farese (ordinario di Lingua tedesca all'Università di Bari), Cri-stina Farese Sperken (storica dell'arte e curatrice della mostra della quadreria Accolti Gil Vitale). La collezione è esposta nei suggestivi ambienti del Castello (circa 2000 metri quadri) che il demanio ha ceduto al comune di Conversano e la Soprintendenza ha per metà restaurato.