Il progetto del sottoattraversamento di Firenze da parte dei treni a alta velocità potrebbe mettere in serio pericolo alcune aree cittadine. A sostenerlo è un gruppo di ricercatori dell' Università di Firenze e liberi professionisti, che ieri hanno presentato uno studio sulla valutazione di impatto ambientale della Tav fiorentina. Secondo la ricerca, a cura del Dipartimento di urbanistica della Facoltà di architettura e coordinata dal prof. Alberto Ziparo, l'interazione tra il tunnel di 7kme l'ambiente circostante potrebbe causare danni anche gravi all'assetto idrogeologico del terreno. In altri termini, la costruzione della struttura potrebbe interrompere in alcuni punti il naturale scorrimento sotterraneo dell'acqua. Come per esempio in prossimità della Stazione dei Macelli, dove è prevista la costruzione di una barriera di circa1Kmche raggiunge i 45 metri sottoterra. Le conseguenze? Alcune zone metropolitane rischierebbero di trovarsi più all'asciutto di altre. Inoltre, su un terreno che perde la sua naturale umidità, anche case e palazzi correrebbero dei pericoli. Gli esperti parlano di possibili ripercussioni «disastrose » e, anche a causa delle vibrazioni, di seri pericoli per la staticità del patrimonio architettonico della città. «Il documento di valutazione ambientale che noi abbiamo analizzato è pieno di lacune - spiega l'architetto Maurizio De Zordo, che ha collaborato allo studio - soprattutto perché le norme in tema di alta velocità prevedono una la valutazione obbligatoria solo sul progetto preliminare e non su quello definitivo». Secondo i ricercatori, una possibile alternativa sarebbe quella di fare solo binari di superficie.