Il Nero d'Avola batte «l'oro nero», il ciliegino scaccia il metano, il barocco di Noto è salvo, le trivelle restano fuori dagli 8600 ettari della Val di Noto risparmiando il patrimonio UNESCO dell'umanità: gioiscono insieme i comitati "non triv" e il presidente della Regione Totò Cuffaro, che, rimangiandosi il permesso accordato alla società americana Panther resources corporation di cercare nell'area sudest dell'isola «idrocarburi liquidi e gassosi» dal suo governo, il 31 marzo 2004, può dichiarare giulivo, allineandosi alle proteste degli ambientalisti: «Siamo da sempre contrari al petrolio, non ci restano neppure le accise».Quelle invece, resteranno, così come gli impianti del magnate texano James Smitherman III, il cui nonno inondò di petrolio la Luisiana: all'indomani della "storica" vittoria dello scrittore Camilleri e delle comunità locali che vogliono continuare a vivere di turismo culturale e gastronomico la ricerca di gas e petrolio nel resto del sud-est siciliano, un'area di 746,37 chilometri quadrati con15 comuni distribuiti tra le province di Siracusa,Ragusa e Catania, proseguirà senza soste. Si riduce il numero di pozzi da realizzare entro il 2010 (da 21 a 8) ma si incrementano gli investimenti, in origine 43 miliardi di dollari e viene confermato il contributo annualedi100mila euro a pozzo trivellato che l'azienda si impegna a versare ai comuni, oltre alle royalties del 7 per cento, per «iniziative sociali, per la scuola e per attività organizzate da associazioni ambientaliste». Ufficialmente, la ricerca prosegue per estrarre ilmetano, di cui il sottosuolo siciliano è ricco: la Panther continua a giurare di non essere interessata al petrolio. «Nonè un nostro obiettivo economico - dicono gli americani - la Sicilia nonha più giacimenti interessanti, quindi possiamo affermare che il petrolio non c'è. Tutti gli investimenti sono esclusivamente per la ricerca di Gas naturale». E se invece il petrolio salta fuori? «Nel caso trovassimo un giacimento di petrolio - rispondono- per noi sarebbe uno svantaggio non indifferente, perché il petrolio siciliano è di qualità scadente, asfaltica, non è assolutamente un investimento fruttifero in termini economici». Parole che non convincono l'ex assessore al turismo Fabio Granata, di An, secondo il quale «la storia del metano continua ad essere una presa in giro, il cavallo di Troia per arrivare al petrolio. Anche perché le perforazioni per cercare gas e petrolio sono identiche ». E lo stesso pensano i verdi, i comitati di agricoltori, e il Wwf siciliano che hanno intenzione di proseguire la protesta, dopo la battaglia, vinta,della Val di Noto. «Se partono le ricerche gas-petrolifere sul territorio si mette in moto un processo che non sappiamo dove ci porterà dice Vincenzo Moscuzza, del comitato nontriv - impiantare attività di estrazione di idrocarburi, come si è verificato in qualsiasi parte del mondo, fa cambiare il paesaggio ed il contesto: è inevitabile. Perciò siamo gelosi dei nostri paesaggi e nessuno li deve più toccare. È una follia rischiare: qua vige il principio di precauzione ».Vogliamola revoca immediata e totale della concessione alla Panther -gli fa eco uno dei coordinatori della protesta Pierpaolo Marescalco- ci rivolgiamo non solo alle autorità italiane,ma anche a quelle internazionali. Sperando che per una volta la Sicilia non venga lasciata sola». Gli appetiti accesi dal petrolio però sono tanti e consistenti, ed è a quelli che pensa Bruno Marziano, presidente della Provincia di Siracusa, quando dichiara: «Oltre a cambiare le condizioni economiche delle persone il petrolio ha la capacità di cambiare le coscienze».
SICILIA - Ma nella Val di Noto niente stop alle trivelle
Il presidente della Regione Totò Cuffaro ha annullato la concessione alla Panther Resources Corporation per la ricerca di petrolio e gas nella Val di Noto, un'area protetta come patrimonio UNESCO. La decisione è stata presa dopo le proteste degli ambientalisti e delle comunità locali che vogliono continuare a vivere di turismo culturale e gastronomico. La ricerca di gas e petrolio proseguirà comunque, con un numero ridotto di pozzi da realizzare entro il 2010 e un aumento degli investimenti. La Panther continua a negare di essere interessata al petrolio, ma gli esperti sospettano che il petrolio sia la vera ragione della ricerca.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo