NOTO (Siracusa) - Hanno impiegato "appena" 11 anni per costruire la Cattedrale barocca di Noto, sventrata dal terremoto del 13 marzo del 1996. Nell'Italia della burocrazia-tartaruga e dei veti incrociati è un primato. Oggi il premier Romano Prodi, i presidenti della Regione e dell1 Ars, Totò Cuffaro e Gianfranco Miccichè, il presidente della Cei, mons. Angelo Bagnasco, partecipano alla liturgia della riconsacrazione del Duomo, riconosciuto dalL'Unesco come patrimonio dell'umanità. E proprio «allo sforzo corale di tantissimi, impegnati nella ricostruzione della Cattedrale del Miracolo» Prodi ha reso omaggio. Dopo gli studi di fattibilità ed il progetto esecutivo, nel 2000 cominciarono i lavori, costati 25 milioni di euri. Il restauro ha recuperato 5,656 conci di pietra arenaria, altri provengono dalle stesse cave utilizzate nel '600 sia per il Duomo, sia per il complesso di palazzi e chiese che indusse Cesare Brandi a coniare l'immagine del "Giardino di pietra". Una pietra, calda, porosa, che assorbe e restituisce la luce su una tavolozza di pastelli rendendo sempre diversamente bella la scenografia immaginifica di questo barocco. L'intervento non è stato limitato al ripristino della cupola in gran parte crollata, sono stati anche sostituiti i pilastri a sinistra della navata, danneggiati da un precedente sisma del 1990. Ma soprattutto è stato rimediato ad interventi che risalivano al 1950, quando una parte della Fabbrica era stata puntellata con cemento armato. L'inserimento di queste travi nella struttura aveva influito sulla dinamica, togliendo "flessibilità" edificio e pregiudicandone la capacità di resistere ad una forte scossa sismica come quella devastante del 1996.