Due anni fa, se la passava malissimo. E dopo un'inchiesta condotta su queste pagine, arrivarono sul posto in tutta fretta ministro (Rocco Buttiglione) e soprintendenti di Stato (Claudio Strinati, Polo Museale, e Angelo Bottini, Archeologia) per assicurare che entro pochissimo tempo le cose sarebbero cambiate. Ma oggi, dopo due anni, come sta in salute uno dei monumenti più belli e famosi del mondo, il secondo più visitato di Roma (quinto in Italia) con 875 mila visitatori l'anno e un incasso di tre milioni di euro che però non tornano tutti nelle casse del Castello ma vengono spalmati tra i vari istituti (sette) che compongono il Polo Museale Romano? Castel Sant'Angelo sta davvero maluccio. Come prima. Soffocato dall'incuria. Se non fosse, e di questo va dato atto, che attualmente sono in via di realizzazione «lavori di adeguamento dei locali siti al livello terreno del museo e prime opere di consolidamento del cilindro romano». Contratto d'appalto del dicembre 2006, importo netto finanziato 469 mila euro, durata dei lavori 420 giorni. Tutto bene, fin qui. E funzionano anche, eccome, i presidi fissi delle pattuglie della Guardia di Finanza, che in poco tempo hanno annientato l'ex diffusissimo fenomeno del mercatino abusivo di merci contraffatte sul Ponte e nell'area di fronte al monumento. Ma in una visita all'interno della Mole Adrianea di pochi giorni fa, si sono riscontrate praticamente le stesse identiche magagne di quell'estate 2005, magagne destinate ad aumentare esponenzialmente stando per abbattersi sul bellissimo (e ambitissimo, dai privati) monumento, la consueta sarabanda estiva intitolata Le Terrazze di Castel Sant'Angelo, con la Mole data in concessione a una società, la Markonet srl, che nelle scorse edizioni ha animato serate a suon di ristoranti, gelaterie, maghi, piano bar e quant'altro. La stessa società (che non risulta vincitrice di gara d'appalto) gestisce anche il sito internet www.castelsantangelo.com, che appare, ma non è, il sito ufficiale del monumento (sito ufficiale che, incredibile nel 2007 ancora non esiste). Che Castel Sant'Angelo soffra di troppi eventi (e spesso tutt'altro che culturali, con cene, convegni, convention et similia, anche in orari di apertura al pubblico e con conseguente chiusura temporanea di sale) è opinione diffusa tra quanti hanno a cuore una reale tutela dell'arte e dell'archeologia. Così come è indubbio che il Castello venga concesso senza soste per esposizioni spesso (non sempre) di livello imbarazzante: pittori contemporanei semisconosciuti più varie ed eventuali. Spesso, in questi casi, il biglietto d'ingresso, variabile di conseguenza, viene aumentato. Almeno tutti gli introiti finissero nelle casse dello Stato, ma non è così. Vanno infatti in parti proporzionalmente diverse anche ai privati e a chi gestisce la biglietteria del monumento (società Gebart). Di più, il Castello - più di duemila anni di storia - complesso monumento le cui responsabilità dipendono da tre soprintendenze diverse (c'è anche, e soprattutto, l'Architettonica) più vari altri uffici - continua a perdere personale mai rimpiazzato (e più che dimezzato in pochi anni). Il risultato è sotto l'occhio di ogni visitatore e la descrizione di due anni fa, foto comprese, potrebbe essere sottoscritta oggi senza cambiare una virgola: dalla rampa elicoidale piena di buche, alle lampade con i vetri rotti, ai cumuli di ragnatele e mozziconi di sigaretta ovunque, alle teche che conservano i plastici riparate con scotch da carta da pacchi (neanche quello è stato rinnovato), ai fili elettrici che spuntano dai muri, ai buchi sulle pareti, alla balestra che da il nome a uno dei cortili che è ridotta a un pezzo di legno derelitto (sarà pure una copia, ma i turisti non lo sanno e «ammirano» quell'orrore), all'enorme macchia di umidità sul soffitto della Cappella di Leone X (evidentemente, al di sopra, devono esserci delle infiltrazioni), ai piccioni negli interni (con relativi escrementi), al bar che ha improvvisato uno sgabuzzino con carrello per la spesa in una delle feritoie panoramiche, via via fino alle scritte impresse ovunque - con tecniche differenziate (e incontrollate), dall'incisione diretta al pennarello - scritte databili anche ai primi degli anni Settanta: da non perdere, a questo proposito, la zona della cosiddetta «stufetta di Clemente VII».
L'incuria regna a Castel Sant'Angelo
Castel Sant'Angelo, uno dei monumenti più belli e famosi del mondo, sta male. Dopo due anni di lavori di adeguamento e consolidamento, il castello continua a soffrire di problemi di cura e manutenzione. La visita all'interno della Mole Adrianea ha rivelato le stesse magagne di due anni fa, come la presenza di mercatini abusivi di merci contraffatte, la gestione della biglietteria del monumento da parte di società private e la mancanza di personale rimpiazzato. Il castello è anche soggetto a eventi culturali e commerciali che spesso lo chiudono al pubblico e aumentano il biglietto d'ingresso. Il risultato è che il castello continua a perdere personale e a subire danni.
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