Un anno fa la lettera al ministro Rutelli, ma da allora la situazione è rimasta immutata Un anno fa si appellarono al ministro Rutelli. E oggi, di nuovo, gli archeologi del Museo etrusco di Villa Giulia, lanciano il loro grido di aiuto: «La situazione è rimasta immutata, anzi è peggiorata», denunciano. Lì e altrove, in siti importanti del Lazio e dell'Etruria quali Cerveteri e Tarquinia. «Degrado, manca il materiale di uso più comune per il restauro, come la colla. Se si rompe un computer, si smette di lavorare perché non ci sono neanche i soldi per farlo riparare». Sotto accusa, anche il meccanismo dei finanziamenti che dipendono dalla Direzione regionale: «Intasata da tutto ciò che vi si accentra dall'intero Lazio. Il poco che arriva, giunge con ritardo». «Piange» Villa Giulia e «piange» anche Castel Sant'Angelo, quinto monumento più visitato d'Italia, da anni soffocato da incuria, sporcizia, umidità sui soffitti, scarsezza di mezzi e personale.
Museo Etrusco, grido d'allarme
Un anno fa la lettera al ministro Rutelli, ma da allora la situazione è rimasta immutata Un anno fa si appellarono al ministro Rutelli. E oggi, di nuovo, gli archeologi del Museo etrusco di Villa Giulia, lanciano il loro grido di aiuto: La situazione è rimasta immutata, anzi è peggiorata, denunciano. Lì e altrove, in siti importanti del Lazio e dell'Etruria quali Cerveteri e Tarquinia. Degrado, manca il materiale di uso più comune per il restauro, come la colla. Se si rompe un computer, si smette di lavorare perché non ci sono neanche i soldi per farlo riparare. Sotto accusa, anche il meccanismo dei finanziamenti che dipendono dalla Direzione regionale: Intasata da tutto ciò che vi si accentra dall'intero Lazio. Il poco che arriva, giunge con ritardo. Piange Villa Giulia e piange anche Castel Sant'Angelo, quinto monumento più visitato d'Italia, da anni soffocato da incuria, sporcizia, umidità sui soffitti, scarsezza di mezzi e personale.
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