NOTO (Siracusa) Persino i texani della Panther Oil hanno voluto fare un regalo in vista della riapertura della Cattedrale di Noto. Rinunceranno parzialmente alle autorizzazioni per estrarre petrolio nel Val di Noto. Un colpo ad effetto proprio nel giorno in cui a Palazzo Chigi il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso e il presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro annunciavano ufficialmente la tanto attesa riapertura della cattedrale dopo i lavori di restauro della cupola crollata 11 anni fa. A dare la notizia è stato lo stesso Cuffaro: «C'è una lettera ufficiale che abbiamo ricevuto oggi dalla Panther che ci comunica di rinunciare ai permessi di trivellazione, non solo in tutto il territorio del Val di Noto dichiarato patrimonio Unesco, ma anche nelle cosiddette buffer zone (zone di protezione, ndr) e in altri siti che abbiamo richiesto vengano rispettati». Tradotto: i texani rinunciano a trivellare nella zona più vicina a Noto, l'area a più alto pregio architettonico del Val di Noto che però comprende anche altri centri delle province di Siracusa, Ragusa e Catania. Si conosce già l'ordine di grandezza del «regalo» della Panther Oil che aveva l'autorizzazione a ricerche ed estrazioni petrolifere su un'area complessiva di oltre 746 km quadrati. Di questi saranno risparmiati 86 km quadrati di territorio in prossimità dei centri di maggiore interesse artistico e turistico. Oltre Noto i tagli andranno a beneficio di Modica, Ragusa, Scicli, Caltagirone e Ragusa. Una rinuncia parziale che ha tutto il sapore del «colpo di teatro» proprio nel momento in cui tutti i riflettori, anche della stampa internazionale, sono accesi su Noto che lunedì riapre la sua cattedrale barocca alla presenza del presidente del Consiglio Prodi e del presidente della Cei Bagnasco. Tanto che in serata segue un secondo annuncio della stessa Panther: «A breve potremmo cominciare la nostra attività di estrazione». Per la precisione l'8 luglio scadono i 60 giorni di tempo per presentare eventuali osservazioni. Trascorsi i quali le trivelle entreranno in funzione nella zona di Ragusa dove dovrebbe essere realizzato il primo dei 21 pozzi previsti. Un portavoce ha poi precisato meglio in cosa consiste la rinuncia annunciata ieri: «Abbiamo rinunciato alle trivellazioni in una zona dove comunque non sarebbero mai state effettuate». E poi precisa che è anche improprio definirla una rinuncia. «Abbiamo più volte detto che non avremmo certo scavato sotto la Cattedrale di Noto e nella zona patrimonio Unesco ma nessuno ci ha mai creduto. Il permesso riguardava soltanto la perimetrazione». Chi in questi anni si è battuto contro le trivellazioni comunque gioisce. A cominciare da Andrea Camilleri che recentemente aveva lanciato un appello con una lettera a la Repubblica che aveva raccolto migliaia di adesioni. «È un trionfo della ragione e del buon senso» afferma. Anche il ministro Pecoraro Scarno la definisce «un'ottima notizia». Esultano anche gli esponenti del governo Cuffaro: «La rinuncia alle trivellazioni premia la perseveranza della Regione che stava predisponendo un disegno di legge per bloccarle». Eppure nel 2004 fu proprio il governo Cuffaro a concedere il diritto alla Panther. L'unico che a suo tempo si oppose con forza (come ha ricordato lo stesso Camilleri) fu l'allora assessore ai Beni Culturali Fabio Granata (An) che oggi non siede più all'Ars e che affida la sua gioia ad un sms: «É il segno che se c'è la volontà politica la Sicilia non è irredimibile». LA RIAPERTURA A undici anni dal crollo della cupola, del tetto e di due delle tre navate, e dopo circa 8 anni di lavori, il gioiello barocco della Cattedrale di Noto riapre al pubblico: il taglio del nastro (alla presenza di Romano Prodi, Guido Bertolaso e Salvatore Cuffaro) è previsto per lunedì L'UNESCO II Val di Noto fa parte della lista dei Patrimoni dell'umanità riconosciuti e protetti dall'Unesco. Tra i motivi, l'essere «eccezionale testimonianza dell'arte e dell'architettura del tardo Barocco», con le sue otto città «in permanente rischio a causa dei terremoti e delle eruzioni dell'Etna» LE TRIVELLAZIONI La ricerca di idrocarburi è iniziata nel 2004. Nel 2005 il primo stop, da parte dell'assessore ai Beni culturali Fabio Granata: la Regione revoca le concessioni alla texana Panther. Ha inizio il contenzioso. Il 7 giugno, lo scrittore Andrea Camilleri lancia un appello; ieri, l'annuncio dei texani e la rinuncia ufficiale ai lavori
Val di Noto, i texani rinunciano a trivellare
La Panther Oil, una società texana, ha annunciato di rinunciare parzialmente alle autorizzazioni per estrarre petrolio nel Val di Noto, un'area protetta dall'Unesco. La decisione è stata presa in vista della riapertura della Cattedrale di Noto, che si è tenuta lunedì. La Panther aveva l'autorizzazione a ricerche ed estrazioni petrolifere su un'area di oltre 746 km quadrati, ma rinuncerà a trivellare nella zona più vicina a Noto, che comprende anche altri centri delle province di Siracusa, Ragusa e Catania. La decisione è stata accolta con gioia da coloro che si erano opposti alle trivellazioni, tra cui lo scrittore Andrea Camilleri e il ministro Pecoraro Scarno.
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