Saranno soppressi 80 uffici periferici dellaRegioneriae del Tesoro in 40 città Partono i tagli al ministero dell'Economia ed è subito bufera. I sindacati contestano il piano di riorganizzazione, che ieri ha ottenuto l'ok dell'intero governo dei ministri e che si tradurrà nella soppressione di 80 uffici periferici (tra sedi della Ragioneria e del Tesoro) in 40 città ed in un forte ridimensionamento delle strutture centrali. II Consiglio dei ministri ha approvato anche i regolamenti di riorganizzazione del ministero dei Beni culturali e delle Infrastrutture. Il riassetto dei ministeri, spiega il comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri, è previsto dalla Finanziaria 2007 per razionaliz-zare e ottimizzare le spese e i costi di funzionamento dei ministeri. Saranno quindi riorganizzati gli uffici, ridotti gli organismi di analisi, consulenza e studio, razionalizzate le dotazioni di personale. Con questi regolamenti, si legge nella nota, «il governo da attuazione concreta a quanto previsto nel programma, secondo un articolato disegno di risparmio e di innovazione». Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica parlano invece di «tagli indiscriminati» e «unilaterali», di 3000 posti a rischio a fronte di risparmi modesti e denunciano la violazione del memorandum sul lavoro pubblico e la «grave responsabilità del governo nei confronti dei lavoratori e della stessa utenza che verrà anch'essa colpita dagli irrazionali tagli». «Se pensano di poter fare senza i sindacati si accomodino pure - avverte il segretario della Pp Cgil Carlo Podda - ma ho seri dubbi che il Consiglio di Stato possa esprimere un parere su regolamenti non concordati con i sindacati: per quanto mi riguarda quei regolamenti non esistono». Da parte della Cgil pollice verso anche contro la nomina a direttore del Dipartimento affari generali, personale e servizi di via XX Settembre di Giuseppina Baffi. La figlia dell'ex governatore della Banca d'Italia Paolo Baffi, fino a ieri responsabile risorse umane di Capitalia, sostituisce l'attuale direttore del dipartimento Giancarlo Del Bufalo. Michele Gentile, coordinatore dei settori pubblici della Cgil, ha definito la sua «una scelta estemporanea», tanto più «se viene motivata col fatto che si è in presenza di una ristrutturazione pesante per la quale bisogna essere inflessibili con le organizzazioni sindacali».