MUNSCIA - Con l'architetto Marina Rosa, della Soprintendenza dei Beni architettonici di Milano, abbiamo visitato le nove stanze restaurate negli ultimi quattro anni sotto la sua guida. In effetti è da 27 anni che Marina si interessa della Villa di Monza e in un certo senso questa è diventata una sua seconda casa. Proprio come per i reali di Savoia, che verso la fine dell'Ottocento passarono qui le loro estati migliori, cercando in qualche modo di dimenticare le ansie derivate dalla gestione dell'artificiosa Italia Unita. Mentre le stanze private di re Umberto e della regina Margherita sono ancora da restaurare nella parte simmetrica e opposta della Villa, quelle pubbliche di rappresentanza rivedono ora la luce in una veste di splendore ritrovato, che valorizza soprattutto le porte finemente lavorate, i soffitti decorati, i sontuosi lampadari, secondo un gusto che potremmo definire "particolarmente carico" se potessimo ammirare anche gli arredi, per lo più finiti altrove, come i tavoli maggiolini, i cassettoni e i mobili stile impero, già allora considerati vecchi e superati dalla moda. L'atrio, che da verso i giardini del parco, il salone da ballo, la sala degli arazzi, la sala da pranzo, la sala del caffè sono tutti locali dal notevole effetto scenico, dove prevalgono colori chiari, ma brillanti. Non si può perfettamente alla bella vegetazione che occhieggia al di fuori delle finestre. Un ottimo contesto per le convivialità che potrebbero caratterizzare gli incontri di rappresentanza della Regione Lombardia, valorizzando finalmente quella tanto auspicata funzione d'uso che nel Duemila inoltrato potrebbe diventare per la Versailles italiana una realtà quotidiana.
Gusto carico e locali dall'effetto scenico
Marina Rosa, architetto della Soprintendenza dei Beni architettonici di Milano, ha guidato il restauro delle nove stanze della Villa di Monza. Queste stanze, che erano state lasciate intatte per 27 anni, sono state restaurate per valorizzare il loro splendore originale. Le stanze pubbliche di rappresentanza, come l'atrio, il salone da ballo e la sala degli arazzi, sono state rivedute con un gusto particolarmente carico, con porte, soffitti decorati e lampadari sontuosi. Gli arredi, come i tavoli maggiolini e i mobili stile impero, sono stati restaurati e valorizzati. Il contesto è ideale per le convivialità e potrebbe diventare una realtà quotidiana per la Regione Lombardia.
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