Inaugurata nella città tedesca la rassegna che ogni dieci anni coinvolge artisti invitati a occupare con le loro opere strade e piazze Qui hanno lavorato da Oldenburg a Beuys da Holzer a Serra Questanno spicca "Square depression" di Bruce Nauman Trentanni fa la prima edizione. Le installazioni realizzate da allora, in totale trentasette, sono tuttora esposte -------------------------------------------------------------------------------- Münster Un filo di nailon, di quelli solitamente usati per la pesca, o un ombrello, o un caravan che si sposta in continuazione, o una voce, o un violento getto dacqua, quasi nessun colore: ecco la scultura contemporanea, come la presenta Münster città tedesca della Westfalia, al centro della regione agricola chiamata Münsterland ma anche sede di una delle più grandi università della Germania. Quasi cinque secoli fa Münster era la capitale degli anabattisti. Proclamavano una rigida disciplina comunitaria e dichiaravano apertamente la loro separazione dallo Stato. Era il cuore del regno di Giovanni di Leyda che intorno al 1534 dichiarò la città Nuova Gerusalemme e instaurò un regime proto-socialista e teocratico. Liniziativa eretica non sopravvisse a lungo. La città fu presa dassedio, conquistata dalle truppe del vescovo cattolico Francesco di Waldeck con laiuto del luterano Filippo dAssia. Tutti gli abitanti furono uccisi. Era il giugno del 1535. Oggi, dopo 472 anni, negli stessi giorni lunica eresia è quella di Skulptur projekte Münster, manifestazione con scadenza decennale, ufficialmente inaugurata ieri e che fino al 30 settembre presenta, sparse per le antiche vie della città, lungo le verdi rive del lago, le opere di 33 artisti che apparentemente non seguono più gli insegnamenti michelangioleschi ricordati dal Vasari. La scultura non sembra più unarte che, levando il superfluo «da la materia suggetta, la riduce a quella forma di corpo che nella idea dello artefice è disegnata». In realtà anche se la forma è diversa da quella antica il motore che genera la scultura è sempre lo stesso: lidea dellartista. Ora usa i mezzi più disparati, dal cemento al computer, per arrivare, come un tempo, a una rappresentazione o fiera o umile o bizzarra o allegra o malinconica. È questo il racconto di Skulptur projekte Münster, che ha un budget di cinque milioni di euro e di cui sono curatori Brigitte Franzen, Carina Plath e Kasper König, direttore del museo Ludwig di Colonia, presente fin dalla prima edizione, che risale a trentanni fa, al 1977. Fu, allora, la reazione al parere negativo dato dal consiglio comunale di Münster per una scultura donata dallamericano George Rickey. Come risposta furono invitati nove artisti tra cui Michael Asher e Bruce Nauman, con il compito di concepire e realizzare progetti destinati a vie e parchi della città, con lintento di esaminare lambivalente relazione tra arte e spazi pubblici. È un progetto riuscito. Trentasette opere eseguite per le tre edizioni precedenti sono tuttora esposte in questa città che ogni dieci anni diventa la capitale mondiale della scultura contemporanea e dove hanno lavorato Donald Judd, Oldenburg, Daniel Buren, Dan Graham, Jenny Holzer, Joseph Beuys, Kabakov, Richard Serra, Rachel Whiteread. Questanno sono stati invitati 33 artisti e, come è già avvenuto a Kassel, non ci sono italiani. Ma, assicura Kasper König, «non ci sono state preclusioni. Sono stati a Münster Penone, Anselmo, Fabro. Cè una questione: molti artisti lavorano in solitudine, completamente indipendenti. Qui bisogna tener conto del genius loci. Noi commissioniamo tutte le opere e cè sempre un forte dibattito con i cittadini, luniversità, il museo. Di ogni scultura fin dallinizio viene fissato il prezzo, che non può essere modificato, per dar certezza alle acquisizioni». È per questo che oggi Münster per poche migliaia di euro diventa proprietaria di Square depression, una scultura di Bruce Nauman, ormai star internazionale, che fu progettata dallartista per ledizione del 1977 ma che, causa lotte tra la municipalità e luniversità, è stata realizzata nel 2007. È una piramide capovolta in calcestruzzo di 25 metri di lato dove si cammina sprofondando fino allapice, una costruzione per rappresentare con lo spazio uno stato psicologico. È uno scavo reale e virtuale nellanimo delluomo che è nei pressi del Natural Science Center. Si raggiunge con una delle tante biciclette messe a disposizione dallorganizzazione perché Skulptur projekte Münster è una manifestazione politicamente ed ecologicamente corretta: le distanze più lunghe che separano le sculture di artisti che nella grande maggioranza hanno tra i trenta e i quarantanni detà (solo Nauman e Hans-Peter Feldmann raggiungono i 66 anni) si coprono pedalando. E non sempre è facile trovarle perché le opere si confondono, si nascondono nellambiente. Linglese Mark Wallinger ha stabilito una zona di confine della città tracciando un cerchio con un filo da pesca lungo cinque chilometri, sistemato a cinque metri daltezza. È quasi invisibile questa evocazione del ghetto, una demarcazione trascendentale, dice lartista, come il muro dei monasteri che separava il sacro dalla zona secolare della vita. E bisogna scendere sotto il ponte Tormin, per restare avvolti dalla magica installazione sonora di Susan Philipsz. Lartista canta una famosa barcarola dal terzo atto dellopera Les contes dHoffmann di Jacques Offenbach: «Belle nuit, o nuit damour», ai giorni nostri resa ancor più popolare dal film La vita è bella di Roberto Benigni. Leffetto creato dalla voce che rimbalza da un pilone allaltro del ponte colpisce fortemente, è straordinariamente melanconico, come nella migliore tradizione del romanticismo tedesco anche se la Philipsz, che ha 42 anni, è scozzese. Ma vive a Berlino. E la maggior parte degli artisti di questa edizione sono tedeschi con star - Thomas Schütte e il suo splendido Progetto di museo e Rosemarie Trockel - o sono fortemente legati alla cultura tedesca come Guillaume Bijl, originario di Anversa, che ha realizzato A sorry Installation. Sulla vetta di una piccola collina ha scavato un buco di otto metri per otto, profondo quasi sei: è una finta scoperta archeologica. Allinterno spunta un campanile del 1860, simile a quelli delle chiese di Münster. È un richiamo al genius loci. E lo è la scultura-ritratto alta tre metri e mezzo che il trentanovenne Silke Wagner ha dedicato a Paul Wulf, di una famiglia operaia di Münster, perseguitato dai nazisti, sterilizzato perché dichiarato mentalmente instabile proprio nel giorno dellannessione dellAustria, autore di una lunga battaglia politica e giuridica dopo la fine della seconda guerra mondiale. Sistemata in pieno centro lopera al realismo del volto contrappone un abito di ritagli di giornale che ne testimoniano langosciante e drammatica vicenda. E a Münster è legato il film del trentenne Clemens von Wedemeyer From the opposite side, quaranta minuti per narrare la vita della stazione e con la proiezione tenere aperto il vicino cinema Metropolis, prossimo alla chiusura. Poco lontano il Petting Zoo di Mike Kelley, una veduta di animali domestici, ormai vera rarità. È questa lutopia, leresia del Grand Tour della contemporaneità che dopo Venezia e Kassel finisce a Münster.