DocumentO CON un patrimonio di oltre 198 milioni di euro derivante dalla vendita delle quote della ex Caripe, la Fondazione Pescarabruzzo rappresenta una realtà importante nel cosiddetto terzo settore in quanto persegue, per legge e statuto, scopi di utilità sociale e non già la massimizzazione del profitto. A quindici anni dalla sua costitutzione, la Fondazione Pescarabruzzo (filiazione della Fondazione Caripe) ha voluto tracciare un bhilancio della sua attività presentando il Bilancio sociale, uno strumento di comunicazione diverso dai tradizionali bilanci d'esercizio e di missione. Ieri mattina nella sala dei mosaici del palazzetto di corso Umberto, l'illustrazione nel corso di un incontro che ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo dell'impreditoria, del credito, ma soprattutto del volontariato, della scuola e della cultura. Quasi cimque milioni di euro erogati nel 2006 nei seguenti settori: arte, attività e beni culturali; educazione, istruzione e formazine; ricerca scientifica e tecnologica; salute pubblica; promozione dello sviluppo economico del territorio. Notevole il lavoro di recupero e restauro di opere d'arte com'è documentato in un pregevole volume a cura di Fanco Maria Battistella e Cornelia Dittmar. «La Fondazione Pescarabruzzo - ha ricordato il presidente Nicola Mattoscio - cerca di adeguare il suo operato alle esigenze del territorio promuovendo iniziative che perdurino nel tempo e capaci di creare un ampio e duraturo consenso. In questa ottica il 2006 ha visto la Fondazione impegnata in numerose iniziative tra le quali il consolidamento del progetto "Pescara Cityplex", il recupero della facciata del cinemateatro Michetti, l'attività di gestione della "Maison des Arts" che, tra l'altro, ha ospitato prestigiose mostre d'arte e la stagione musicale "Sabato in concerto". Acquisito anche il controllo della società Eurobic Abruzzo e Molise spa che ha assunto la natura di ente strumentale operante nel settore dello sviluppo economico locale». Non se ne parla nel Bilancio sociale che, comunque, è sempre un consuntivo, ma - com'è noto . nei programmi della Fondazione c'è il finanziamento di cinque milioni di euro per il cosiddetto "Ponte del Mare" e, più in là, del teatro nelle aree di risulta. Impegni assunti dal prof. Mattoscio nell'ambito del feeleng con il sidaco Luciano D'Alfonso. Ed a proposito del Ponte del mare, la polemica non si placa. Il consigliere comunale dell'Udc, Carlo Masci, non perde occasione per criticare Mattosccio: «Quei cinque milioni potrebbero essere meglio utilizzati per realizzare la biblioteca-mediateca e il parco alberato nelle aree d risulta ed evitare così che buona parte del centro citatdino sia consegnato a un privato che gestirà tutti i parcheggi con un forte salasso per i pescaresi». In una letetra aperta, Masci contesta a Mattosccio il fatto di non essere andato in consiglio comunale a spiegare nel dettaglio i contehuti dell'operazione». Fra. Dim.