Durante la Seconda guerra mondiale fu la Soprintendenza a impedire che il sito divenisse campo di battaglia Nel prossimo mese di luglio la Soprintendenza ai beni culturali, nella sua veste di ente di tutela e valorizzazione delle antichità agrigentine, compirà 68 anni. In verità il provvedimento di istituzione venne emesso dalla direzione generale per le Antichità e Belle Arti, su impulso del ministero per l'educazione nazionale, nel mese di aprile del 1939, quando il numero delle Soprintendenze venne portato in tutta Italia da 28 a 59. Tuttavia solo nel successivo mese di luglio il nuovo ufficio, denominato Soprintendenza ai Monumenti ed agli Scavi, cominciò la propria attività con giurisdizione sulle province di Agrigento e di Caltanissetta. Fino a quel momento il territorio agrigentino dipendeva dalla Soprintendenza alle antichità per la Sicilia, con sede a Siracusa, per i monumenti classici e per gli scavi e dalla Soprintendenza per l'arte medievale e moderna, con sede a Palermo, per quelli risalenti al medioevo. La lontananza di questi uffici dal nostro territorio (oltretutto va considerata la difficoltà nei collegamenti di quegli anni) rese estremamente difficile lo svolgimento dei compiti istituzionali, tanto che più volte il Soprintendente onorario che negli anni '30 si occupò di questo settore, il professor Francesco Sinatra, aveva chiesto l'assegnazione stabile in città almeno di un funzionario di carriera. Il regime fascista si dimostrò, tutto sommato, sensibile a queste problematiche: fu il periodo in cui gli scavi ebbero nuovo impulso, sotto la guida del professor Pirro Marconi, e lo stesso Mussolini, dopo una visita ad Agrigento dell'agosto 1937, assegnò la notevole somma, per quegli anni, di 500 mila lire per la valorizzazione turistica della zona archeologica. Nell'estate del 1939, dunque, si ebbe l'apertura della nuova Soprintendenza la quale tuttavia cominciò a interpretare in pieno il proprio ruolo nel 1941, con l'arrivo di un personaggio che il primo ottobre di quell'anno ne assunse la direzione e che negli anni successivi ebbe un ruolo di primo piano nella vita cittadina: il professor Pietro Griffo. Egli ricoprì la carica di Soprintendente per circa 25 anni, fino al 1968 quando venne nominato Soprintendente per l'Alto Lazio (all'epoca la tutela dei beni culturali era di competenza statale) e lasciò il proprio posto al prof. Piero Orlandini che prese servizio nel suo nuovo incarico il 25 marzo di quell'anno. Rimase però poco ad Agrigento, appena il tempo di subire un processo per non avere impedito la realizzazione della strada Porto Empedocle-Agrigento-Caltanissetta in una zona soggetta a vincolo panoramico. Ne uscì comunque ampiamente assolto dato che dimostrò che fu il ministero ad autorizzare l'opera. Divenne allora soprintendente il professor Ernesto De Miro, insediatosi il primo dicembre 1969. Anche lui per parecchi anni protagonista della vita cittadina. Rimase in quel ruolo fino al primo ottobre 1986, quando lasciò l'incarico per assumere la cattedra di archeologica classica all'Università di Messina. Rimase comunque sempre molto vicino all'amministrazione che, per tanti anni, aveva diretto. Gli successe la dottoressa Graziella Fiorentini, rimasta in carica fino al momento in cui andò in pensione, cioè fino a tutto il 2003. Il 5 gennaio del 2004 si insediò l'attuale soprintendente, dottoressa Gabriella Costantino. Nel frattempo la Soprintendenza passò all'Amministrazione regionale assumendo competenze più larghe e la denominazione di Soprintendenza ai beni culturali e ambientali, Il 3 novembre del 2000 ha perduto le competenze sulla promozione e valorizzazione della Valle dei templi a seguito dell'istituzione dell'Ente Parco Archeologico.
AGRIGENTO - I militari volevano occupare i templi
La Soprintendenza ai Monumenti ed agli Scavi di Agrigento fu istituita nel luglio 1939, con giurisdizione sulle province di Agrigento e Caltanissetta. Il primo Soprintendente fu il professor Francesco Sinatra, che chiese l'assegnazione stabile in città. Il regime fascista si dimostrò sensibile alle problematiche e assegnò una somma significativa per la valorizzazione turistica della zona archeologica. Nel 1941, il professor Pietro Griffo assunse la direzione della Soprintendenza e rimase per circa 25 anni. Nel 1968, il prof. Piero Orlandini succedette a Griffo e rimase poco tempo. Il prof. Ernesto De Miro succedette a Orlandini e rimase fino al 1986.
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