Ercolano. Via del Mare non è la strada delle vacanze. È un vicolo buio, inaccessibile ad auto e mezzi pubblici. Scenario un anno fa del crollo di due edifici. Fortunato l'esito: nessun morto, nessun ferito. Ieri mattina Regione, Comune e sovrintendenza si sono dati appuntamento nella via senza sole per assistere all'abbattimento di un terzo palazzo, un manufatto disabitato di inizio Novecento. Perché qui, alle spalle della strada che un tempo portava al mare, sorge un'insula archeologica che verrà ampliata e bonificata. Grazie all'abbattimento del rudere l'assessore regionale al Turismo e ai beni culturali Marco Di Lello, il sindaco Nino Daniele i sovrintendenti Pietro Guzzo e Stefano De Caro, la direttrice degli Scavi Maria Paola Guidobaldi hanno dato ufficialmente il via all'ottavo progetto inserito nel protocollo d'intesa, già sottoscritto dai rappresentanti delle istituzioni competenti, che prevede la messa in sicurezza delle aree limitrofe al sito archeologico ubicate tra corso Resina, via Mare e via Cortili, un programma di riqualificazione sociale e urbana e il potenziamento delle iniziative di promozione del patrimonio storico, architettonico e archeologico della cittadina. Circa diecimila i metri quadrati che verranno restituiti alla storia. Per l'archeologia campana, praticamente, un evento: l'ultimo ampliamento dell'area ercolanese risale al 1961. Costo dell'intervento: 400mila euro di fondi regionali. Tempi di realizzo previsti: tre anni. «L'intervento che ha appena preso il via - dice l'assessore Di Lello - renderà possibili ulteriori scavi archeologici che potrebbero portare alla luce nei prossimi anni l'edificio comunemente chiamato Basilica e di raggiungere il teatro attraverso un tunnel che parte direttamente dagli Scavi». Avranno di che esserne contenti i turisti se è vero che, come sottolinea il sindaco Daniele, «l'apertura di sette cantieri relativi al restauro e alla musealizzazione della barca di Ercolano, al parco attrezzato, al ponte di attraversamento della città antica, al completamento dell'antiquarium, ha fatto lievitare nell'ultimo anno del 7 per cento il numero dei visitatori». Facendo una proiezione tra i primi cinque mesi del 2006 e i primi cinque del 2007 si può, infatti, notare che il numero di turisti che hanno visitato gli scavi di Ercolano sono saliti da 140.146 a 149.704. Guarda avanti il direttore generale per i beni culturali e paesaggistici della Campania Stefano De Caro: «Il prossimo obiettivo è la ristrutturazione della Reggia di Portici destinando, magari, la parte più bella al museo archeologico di Ercolano. È opportuno che i sindaci delle due cittadine vesuviane si siedano intorno a un tavolo e comincino a ragionare seriamente su questa eventualità e a come non perdere i fondi europei 2007-2013».
Ercolano: abbattimento di palazzi abusivi
A Ercolano, la Via del Mare è stata chiusa a causa di un terzo palazzo in via di abbattimento. L'abbattimento è stato autorizzato dalla Regione, dal Comune e dalla sovrintendenza. Il progetto prevede la messa in sicurezza delle aree limitrofe al sito archeologico, un programma di riqualificazione sociale e urbana e il potenziamento delle iniziative di promozione del patrimonio storico, architettonico e archeologico. Il costo dell'intervento è di 400mila euro e i tempi di realizzo sono previsti per tre anni. L'intervento potrebbe portare alla scoperta di nuovi scavi archeologici, tra cui la Basilica e il teatro.
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