Il neocommissario incontra Regione e Comune, l'architetto già al lavoro VENEZIA Dogana e Palazzo del Cinema iniziano a muovere i primi passi. Le due grandi opere, che per la città rappresentano le sfide culturali più grandi nei prossimi anni, hanno visto ieri la visita dei propri «motori». L'ingegner Antonio Maffey, neocommissario per la costruzione del Palazzo nominato dai ministro Francesco Rutelli giusto una settimana fa, si è incontrato con Comune e Regione. L'architetto giapponese Tadao Ando ha invece preso visione assieme alla sovrintendente Renata Codello della Dogana. Entrambi, con le dovute proporzioni, hanno detto dì voler fare presto. Al Lido tutto dovrà essere pronto per il 2011 (l'opera è inserita nel pacchetto delle iniziative per il 150mo anniversario dell'Unità d'Italia, a coordinare il tutto Angelo Balducci) e l'arte contemporanea sul Bacino dì San Marco nella primavera del 2009. CINEMA Completo grigio e tipico aplomb da tecnico nei palazzi della politica, Antonio Maffey, progettista tra le altre cose del museo Egizio di Torino e della cattedrale di Noto a Siracusa, è dunque salito a Venezia per presentarsi alle istituzioni con le quali dovrà collaborare nei prossimi anni e per capire esattamente quale dovrà essere il suo ruolo. A Ca' Farsetti, assieme al sindaco Massimo Cacciari, al capo di gabinetto Maurizio Caligaro e al subcommissario Raffaele Pace (dirigente dell'ufficio gare e concorsi del Comune) si è trattenuto per un'oretta. Al centro della discussione, come si diceva, il cronoprogramma dell'iter per la costruzione del Palazzo ma in primis la definizione delle sue mansioni. Un ruolo, il suo, che dovrebbe essere più di collaboratore nel primo periodo, quando cioè ci sarà la vendita dell'area dell'ospedale al mare dall'Asl al Comune e poi la conferenza di servizi per l'Accordo di programma per la variante urbanistica. Su quest'ultima, com'è noto, la Conferenza non avrà alcun potere di approvazione e quindi sì ricorrerà al vaglio di un cosiddetto piano-progetto (quello sì approvabile) che verrà realizzato dal Comune di Venezia. Sarà quindi con la fase operativa la gestione del planivolumetrico, il bando per la gara d'appalto, l'appalto che Maffey entrerà direttamente in gioco supportato da Raffaele Pace (amministrativista) e da Fabio De Santis (tecnico) anche lui pare buon conoscitore dei problemi della città essendo stato il curatore statico per la Fenice. A quel che è dato sapere le competenze di Maffey potrebbero ricalcare quelle che furono del commissario per la ricostruzione del teatro la Fenice. Con qualche eccezione. In questo caso, per esempio, la situazione sembra essere più complicata perché i poteri del commissario dovranno incrociarsi per forza di cose con vincoli demaniali e ambientali. ARTE Si procede spediti anche per l'altro prossimo «monumento» della cultura veneziana. Ieri mattina ha fatto visita a Punta della Dogana l'architetto giapponese Tadao Ando che, assieme ad alcuni collaboratori, alla sovrintendente Renata Codello e all'assessore al Patrimonio Mara Rumiz, ha potuto verificare direttamente lo stato della struttura «Con le autorità locali abbiamo individuato le linee guida per il rinnovamento degli spazi di Punta della Dogana» ha dichiarato Tadao Ando «oltre che, naturalmente, per la conservazione e il recupero delle facciate esterne, di grande importanza per l'estetica della città. La relazione tra elementi nuovi ed antichi costituisce una preziosa risorsa per stimolare soluzioni innovative, per creare uno spazio dinamico per l'esposizione di opere d'arte contemporanea, in un rapporto di costante dialogo fra passato e futuro». Un lavoro delicato, il suo che sarà coadiuvato da un'equipe di esperti, con competenza specifica nel campo del restauro artistico, del recupero e del consolidamento architettonico e con comprovata esperienza in interventi su importanti edifici storici, in particolare a Venezia. Obiettivo dichiarato dallo stesso nuovo «proprietario» Francois Pinault è la primavera del 2009. Per qualcuno un azzardo. Il silenzio di Andò su questo punto incoraggia.