L'opera presentata all'Archivio di Stato Quattro volumi in regalo nelle biblioteche e nelle scuole superiori L'omaggio curato dalla Società Ligure di Storia patria che compie 150 anni Il curatore Puncuh: "Per la prima volta untele testimonianze sul nostro territorio" CULTURA GIURIDICA L'argomento apre il primo volume che poi abbraccia anche gli argomenti legati a politica ed economia CULTURA TERRITORIALE Nel secondo volume si parla di viaggiatori, pittori, cartografi e ingegneri fra Medioevo e modernità CULTURA MATERIALE Insegnamento, istruzione e biblioteche al centro del terzo volume fino all'Italia repubblicana CULTURA ARTISTICA Il quarto volume è il più ponderoso tra letteratura, lingua, scultura, pittura e spettacolo nei secoli LA STORIA del patrimonio archivistico ligure come elemento fondante del patrimonio comune di una nazione. Paola Caroli, direttore dell'Archivio di Stato ha aperto così perorazione tutt'altro che scontata la presentazione della "Storia della cultura ligure", tetralogia curata da Dino Puncuh, presidente la Società Ligure di Storia Patria, che l'ha edita quale contributo alle iniziative di GeNovaO4. L'opera è stata presentata martedì all'Archivio di Stato: occasione per annunciarne la distribuzione gratuita alle biblioteche pubbliche e istituzionali, nonché a quelle degli istituti scolastici superiori, omaggio significativo nel 150 di fondazione della Società Ligure di Storia Patria, le cui celebrazioni ufficiali si terranno a novembre. Della "Storia" hanno parlato, con Caroli e Puncuh, il giornalista Guido Arato e i docenti della facoltà di Lettere Dino Cofrancesco (Storia del Pensiero Politico) e Quinto Marini (Letteratura Italiana). «Se la stazzaha esordito Arato è quella di una piccola enciclopedia, la prospettiva è quella di una grande enciclopedia» della cultura ligure, «termine che abbraccia di fatto un intero amplissimo ventaglio di cultura: scuola, biblioteche, collezionismo eccetera, ossia il tesoro e deposito culturale della nostra regione: a prescindere dalla nascita dei singoli attori e autori: che Caproni fosse livornese e Giuseppe Rensi veronese non toglie nulla al loro appartenere alla prospettiva genovese e ligure...". I quattro volumi indagano e raccontano la sostanza di questa cultura, articolati in "Cultura Giuridica" (con i contributi di Dino Puncuh, Vito Piergiovanni, Roberta Braccia, Maura Fortunati, Riccardo Ferrante, Carlo Bitossi, Calogero Farinella, Bianca Montale, Giuseppe Felloni, Luisa Piccinno, Valeria Polonio, Adele Maiello, Fausta Franchini Guelfi e Mirella Pasini), "Cultura territoriale" (Massimo Quaini, Tiziano Mannoni, Michel Baiard, Luciana Gatti, Anna Dagnino, Nicolo De Mari, Lodovico Caumont Caimi, Marzia Cataldi Gallo, Paolo Giardelli), la cultura materiale e la formazione (Giovanna Petti Balbi, Giacomo Casarino, Calogero Farinella, Maria Stella Rollandi, Alberto Petrucciani, Roberto Beccaria, Marina Milan), mentre il quarto e ultimo volume (il più corposo) abbraccia le arti: apre gli interventi Franco Croce, scomparso nel dicembre 2004, poco dopo la redazione del testo, e che Quinto Marini, che fu allievo dell'italianista, ha voluto ricordare all'Archivio. Gli altri contributi sono di Simona Morando, Franco Arato, Federica Merlanti, Giovanna Petti Balbi, Fiorenzo Toso, Bianca Maria Giannattasio, Rossella Pera, Osvaldo Raggio, Maria Rosa Moretti, Franco Vazzoler, Eugenio Buonaccorsi, Franco Renzo Pesenti, Alessandra Cabella, Caterina Olcese Spingardi. Oltre quaranta studiosi impegnati a tracciare un complesso paesaggio di idee e contenuti: «Penso si possa onestamente segnalare scrive il professor Puncuhla novità di un'opera che per la prima volta abbraccia pressoché tutte le testimonianze culturali di una regione. Una prima pietra, unitamente alla "Storia di Genova. Mediterraneo, Europa, Atlantico" che la Società Ligure di Storia Patria, orgogliosa di una tradizione e di un'esperienza ultracentenarie, pone al più impegnativo progetto, incombente fin dagli anni quaranta del Novecento, della grande storia della repubblica di Genova, che si affiancherebbe degnamente, sol che le nostre istituzioni lo volessero, alle ormai tante iniziative similari prodotte anche da città che mai furono capitali di stato. Genova e la Liguria lo meritano, lo attendono, ne hanno diritto».