LA STAMPA, 15-06-2007 Raffiche violente, come di mitraglia, hanno spazzato ieri alle 16,45 per quaranta minuti i giardini risorti di Venaria Reale. Come al tempo di Napoleone, quando la sua artiglieria li trasformò per sfregio in poligono, una tempesta di pallottole, questa volta di ghiaccio, li ha avvolti di colpo in una cortina fitta, di chicchi grandi come nocciole, rovesciati da nuvole nere. Il verde primaverile, con i gigli appena piantati, si è mutato di colpo in un paesaggio invernale. Le aiuole sono apparse all'improvviso come coperte di neve fitta. La grande peschiera, nella quale si specchia la Reggia, ha incominciato a spumeggiare, trivellata dai tonfi di milioni di colpi sordi. Gli spruzzi, sollevati dal vento, si sono fusi in una bruma avvolgente. Gli alberi di bronzo, forgiati dall'artista Giuseppe Penone, colpiti a ripetizione dai proiettili, hanno rilanciato al cielo l'eco delle loro viscere metalliche, cave e percosse. Pareva il rullo di un'intera compagnia di tamburi da battaglia, mentre folate d'aria sradicavano gli ombrelloni vicino alle tribune e troncavano rami dagli alberi del vicino corso Carlo Emanuele II. La tempesta ha sorpreso una decina di visitatori. In loro soccorso si è lanciato subito un furgone dei guardiani, che li ha condotti nel padiglione d'ingresso. Mentre la peschiera scompariva sotto l'acqua, che ne superava gli argini, riempiva i giardini superiori, trasformava i vialetti in torrenti, scompigliava i tappeti di nocciole che Penone aveva diffuso come complemento artistico sotto il neonato boschetto di tigli. La fiumana ha poi incominciato a scendere verso i giardini inferiori. Con un balzo ha superato il dislivello che conduce alla fontana dell'Ercole. Una cascata l'ha allagata, cancellando il viale che la cingeva, spezzando i vetri colorati che l'avevano arredata, fino a coprire di fango il bacino con i suoi resti archeologici. E' stato uno spettacolo pauroso, ma pare con danni limitati. «Per fortuna ci eravamo appena assicurati contro ogni calamità» dice Alberto Vanelli, responsabile della Reggia. La polizza è stata firmata venerdì scorso. E ora? Questa mattina Vanelli e i giardinieri del parco faranno un sopralluogo per valutare i danni. «Subito abbiamo temuto che fossero devastanti. Ma non è così», assicura Vanelli. «A prima vista il roseto non ha patito molto. I gigli invece sono stati massacrati e cinque o sei giovani piante di tasso sono state sradicate. Saranno ripiantate senza problemi. Ci vorrà pazienza a ripulire la fontana dell'Ercole, colmata da una fanghiglia spessa 50 centimetri. L'effetto d'insieme per ora è brutto, ma recuperabile». Per consentire i lavori i giardini della Reggia rimarranno chiusi fino a lunedì prossimo, ma già martedì saranno pronti ad accogliere di nuovo il pubblico.
Emergenza maltempo a Venaria. Grandinata sui giardini rinati della Reggia
Ieri pomeriggio, alle 16,45, un'uragana di ghiaccio ha colpito i giardini risorti di Venaria Reale, trasformando il verde primaverile in un paesaggio invernale. Le aiuole sono state coperte di neve fitta, le piante sono state danneggiate e cinque o sei giovani piante di tasso sono state sradicate. La peschiera della Reggia è stata trivellata dai tonfi di milioni di colpi sordi, gli alberi di bronzo sono stati colpiti a ripetizione dai proiettili e la fontana dell'Ercole è stata allagata. I danni sono stati limitati, secondo il responsabile della Reggia, Alberto Vanelli, che ha assicurato che la polizza copre i danni.
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