Limmobile ora è di proprietà del Comune ma cè lincognita del ricorso davanti alla Consulta La famiglia: scelta temeraria continuare i lavori con quella spada di Damocle -------------------------------------------------------------------------------- Un altro capitolo si aggiunge alla storia infinita del Petruzzelli. Ieri si sono concluse le procedure relative allesproprio: come previsto, il teatro passa al Comune. Proseguono quindi i lavori di ricostruzione per la riapertura fissata al dicembre 2008 e agli ex proprietari vanno 16 milioni e 419 mila euro di indennizzo. E se è previsto anche che la famiglia Messeni Nemagna continui la sua battaglia legale contro lesproprio, sarà da vedere quello che deciderà la Corte costituzionale interpellata dal Tribunale civile. Ma andiamo con ordine. Per le procedure relative allesproprio, stabilito con un decreto legge nel dicembre 2006, il prefetto Carlo Schilardi ha adottato il provvedimento di immissione nel possesso del teatro stesso a favore del Comune di Bari. Il provvedimento assegna agli ex proprietari come equo indennizzo la somma di 16 milioni e 419 mila euro, individuata dallAgenzia del Demanio su parere dellAvvocatura dello Stato. «Questo ulteriore impegno economico del Comune di Bari, insieme agli oltre 40 milioni di euro di risorse pubbliche già impegnate per il restauro del teatro dalla sua distruzione ad oggi, dimostrano - rileva in una nota il ministero per i Beni culturali - quanto improcrastinabile, necessaria e urgente sia stata lazione del Governo per restituire alla collettività pugliese e italiana un bene culturale di primissimo piano». Il provvedimento di esproprio dovrà comunque essere valutato dalla Corte costituzionale alla quale il presidente della seconda sezione del Tribunale civile, Luigi Di Lalla, ha disposto, venti giorni fa, la trasmissione dei documenti. Il giudice ha infatti ritenuto non manifestamente infondata la questione di costituzionalità, occupandosi di un ricorso per decreto ingiuntivo intentato dal 75 per cento della famiglia Messeni Nemagna per il pagamento di unindennità di 125mila euro da parte della Fondazione lirico sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari. Secondo Di Lalla, non si era in presenza di un caso straordinario di necessità ed urgenza che giustificasse lemanazione da parte del governo di un decreto legge per lesproprio. Anche perché lesproprio fa parte dei provvedimenti della Finanziaria 2007. In sintonia con il magistrato, lavvocato Ascanio Amenduni, legale della maggioranza dei Messeni Nemagna. «La vicenda - spiega - ha due profili: uno riguarda la ripresa dellattività del Petruzzelli, laltro la titolarità del teatro stesso. Per il primo scopo già stava operando il protocollo dintesa del 2002: se fosse stato rispettato dagli enti pubblici che si erano impegnati nella ricostruzione - Comune, provincia e Regione - non ci sarebbe stato alcun bisogno di privare i Messeni Nemagna della proprietà». Contro la legge di esproprio sono state promosse due iniziative: un ricorso alla Corte europea e un ricorso sulla costituzionalità che Di Lalla ha rimesso alla Consulta. «Entrambe le questioni sono attualmente pendenti - dice Amenduni - e sono orientate non a bloccare i lavori, ma a restituire la titolarità ai legittimi proprietari o a sentir emettere una sentenza di condanna a Strasburgo per la riparazione del danno materiale e morale procurato dalle modalità con cui è stato introdotto lesproprio. E, comunque - conclude - proseguire i lavori sotto la spada di Damocle della Consulta è, da parte del Governo, una scelta sicuramente coraggiosa al momento, ma sarà la storia a dire se è stata anche temeraria». Allattacco del Governo ritorna anche Simone Di Cagno Abbrescia, parlamentare azzurro, firmatario con 31 deputati di Forza Italia e Alleanza nazionale di uninterpellanza urgente: «È una procedura inutile, dannosa, pericolosa e forse anche costosa per i cittadini baresi».