Ispirandosi alle teorie illuministiche e in particolare all' Enciclopedie di Diderot e D'Alembert Gian Giacomo Poldi Pezzoli sviluppò il suo museo lungo l'asse della conoscenza, sorretta dalli ragione e da un fortissimo senso del bene comune. Così la sua raccolta d'arte, anzi le sue raccolte non hanno il fine precipuo di abbellire e di arredare la casa, bensì quello, certamente di matrice illuministica, di esaltare nella vasta ed eterogenei produzione artistica (soprattutto italiana), la straordinaria capacità dell'uomo di conoscersi e conosce re nella bellezza, intesa non tanto nell'accezione romantica (secondo la quale il bello va ricondotte alla sua matrice idealistica e quindi all' aspirazione all'assoluto e al trascendente), quanto in quelle propriamente illuministica del «ben fare seconde metodo e ragione», al fine di nobilitare le qualità dell'uomo, del suo ambiente e della sua storia e in tal modo contribuire alla crescita della collettività dì renderla partecipe di quell'aspirazione all'eccellenza che è di ogni uomo, a prescindere del suo stato sociale». È a questo progetto che il Museo Poldi Pezzoli si è ispirato nel tempo e secondo le modalità proprie d'ogni epoca. Mi piace qui ricordare con ammirazione il lungo operato di chi mi ha preceduto alla presidenza, il professor Gian Alberto Dell'Acqua, a cui va il mio saluto più affettuoso. Durante la sua presidenza egli, storico dell'arte di rango, ha cercato proprio in tale disciplina l'eccellenza, contribuendo, così come aveva già fatto in un periodo anteriore a Brera, allo sviluppo del museo, affiancando il direttore in un lavoro propriamente museologico. Diverso il mio modo di procedere, affine e quello dell'imprenditore, ma sempre improntato alla ricerca dell'eccellenza e soprattutto della valorizzazione di quel molo pubblico del museo, di cui Gian Giacomo Poldi Pezzoli era certamente convinto, dal momento che affidava al sindaco di Milano il compito di individuare chi doveva reggere il museo. Oggi i tempi sono cambiati e i concorsi suppliscono a scelte che potrebbero essere improprie sotto il profilo tecnico, ma resta intatto il valore di un museo che, originato da un patrimonio privato, intende qualificarsi come portatore di una funzione pubblica, tanto da riconoscere nel sindaco e, più in generale, nello Stato (e nelle sue istituzioni) i suoi principali punti di riferimento. Da imprenditore dotato di un certo pragmatismo, ho svolto il mio incarico di presidente del Poldi Pezzoli pensando al suo sviluppo, ai rapporti con altre istituzioni simili italiane e straniere, ai problemi della gestione (e in modo particolare al bilancio), ma anche a quelli della sua funzione, sonetto in ciò da quanto diceva Federico Zeri, indimenticabile amico del Poldi Pezzoli: «L'interesse per l'opera d'arte affermava questo studioso non si esaurisce nel semplice dato di erudizione, ma è sorretto da una viva, genuina esigenza a partecipare, con un'assidua vicinanza, alla voce poetica che l'opera esprime, sì da fare di questa un essenziale elemento della vita di tutti i giorni». Questo richiamo a una concezione del museo coinè luogo necessario, essenziale alla vita di tutti giorni mi è sempre parso assai convincente e mi ha spinto a impegnarmi per rafforzare il ruolo educativo e formativo che il museo può avere. Un ruolo che ci rinvia ancora alla matrice illuministica di Gian Giacomo Poldi Pezzoli e dell'istituzione da lui creata; un ruolo che ha il suo punto focale nella ricerca dell'eccellenza nel quotidiano e nel lavoro di tutti, da quello dei custodi a quello del direttore; eccellenza avvertita non come ricerca di un primato, ma come consapevolezza della propria dignità e di quella dei visitatori del Museo. A essi sono stati rivolti tutti gli sforzi, nella convinzione che il patrimonio artistico del museo sia innanzi tutto loro, un bene comune da condividere da parte dei cittadini. In esso si esprime la grandezza dell'arte e degli artisti e quindi anche quella che vive in ciascuno di noi e che l'ignoranza e la distrazione ci sottraggono ogni giorno. In questo senso il museo è anche un luogo di restituzione e di risarcimento a cui vogliamo provvedere, con l'aiuto di quanti credono che ciò sia vitale: gli amici del museo, sia quelli riuniti in un'associazione antica e prestigiosa sia quelli che ogni giorno incontriamo, trovando nel loro interesse e nella loro passione l'incoraggiamento a continuare lungo un cammino ormai secolare.
Il museo è un luogo necessario
Il Museo Poldi Pezzoli è stato fondato da Gian Giacomo Poldi Pezzoli, che ha sviluppato il suo progetto ispirandosi alle teorie illuministiche. Il museo è stato concepito come un luogo di esaltazione della bellezza e della capacità umana di conoscersi e conoscersi nella bellezza. Il museo è stato guidato da diversi presidenti, tra cui il professor Gian Alberto Dell'Acqua e l'autore. Il presidente attuale ha lavorato per rafforzare il ruolo educativo e formativo del museo, enfatizzando la ricerca dell'eccellenza nel quotidiano e nel lavoro di tutti. Il museo è considerato un luogo di restituzione e di risarcimento, dove il patrimonio artistico è condiviso con i cittadini.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo