CARIMATE Via libera al progetto di riqualificazione di piazza Castello? Per il momento, solo a metà. Nel senso letterale del termine, visto che i lavori, in una prima fase, riguarderanno solo la parte inferiore dello slargo che abbraccia il castello e il Torchio. La parte, neanche a dirlo, dove non svetta il cedro deodara, le diatribe sul cui destino tengono il cantiere fermo da due anni e su barricate opposte maggioranza e minoranza, appoggiata anche dal Comitato pro Cedro. A smuovere per la prima volta concretamente la situazione è stata una comunicazione arrivata qualche giorno fa in municipio da parte della Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio di Milano, e che ha dato il via libera al progetto. Ma con una riserva. «In effetti ? chiarisce il primo cittadino Pellegrino Roccucci ? si tratta di un parere positivo in realtà controverso. Viene approvato il nostro progetto, ma viene ribadita la necessità di preservare il cedro». Assunti tra loro antitetici, visto che il progetto in questione prevede, al posto dell'albero, una fontana. La Soprintendenza, infatti, si dice disponibile a proporre un nuovo incarico, ad un tecnico dalla stessa individuato, che concilii le esigenze di riqualificazione con quelle di sicurezza e vitalità dell'albero. Eventualità che la giunta ritiene improbabile, sulla base degli studi commissionati in passato. Incassato questo primo assenso, comunque, benché parziale, l'Amministrazione ha deciso di tenerselo ben stretto e di far partire i lavori. Le opere di risistemazione sono state allora divise in due lotti funzionali, il primo compreso tra via Arnaboldi e il municipio; il secondo nella parte superiore della piazza, dove insiste il cedro. Già deliberato dalla giunta l'inizio dell'iter per appaltare i lavori, e, come il sindaco conferma, subito dopo le vacane estive dovrebbe avvenire l'affidamento dell'incarico. Il che, in soldoni, significherebbe cantiere aperto a settembre e lavori conclusi per l'inizio del 2008. Resta da sciogliere il nodo dell'albero, però. La giunta non recede dalle proprie posizioni, e il primo passo in tal senso sarà l'invio di una lettera alla Sovrintendenza dal contenuto per certi versi provocatorio. Quello che Roccucci continua a ribadire, infatti, è che le perizie in suo possesso porrebbero dubbi sulla salute del cedro, il che, in caso di incidente, renderebbe impossibile invocare il caso fortuito e lui penalmente responsabile. «Per questo ? conclude ? ho chiesto alla Soprintendenza di assumersi le responsabilità del caso, sottoscrivendo una perizia asseverata che mi tolga ogni implicazione in caso di danni a persone o cose». Difficile prevedere una risposta positiva. Molto più semplice intuire che la partita per il futuro del cedro deodara è ancora aperta.