Stesso gesto del 2005 Un altro sfregio alla fontana romana della Navicella, gioiello del Sansovino. Il muso del cinghiale è di nuovo spezzato e ciò vuol dire che la scultura della nave ha la prua rotta. Stesso identico atto vandalico del 2005. Ad accorgersene è stato il parroco di Santa Maria in Domenica, al Celio, che ha subito avvisato i carabinieri. "Speriamo che riescano a recuperare i pezzi mancanti poi dovremo decidere se restaurarla o no" spiega al quotidiano romano il sovrintendente Eugenio la Rocca. L'ultimo oltraggio alla preziosa opera del Sansovino risalirebbe a due settimane fa e soltanto un mese fa altri vandali infierirono sulla fontana della Barcaccia. Se i pezzi del muso del cinghiale che caratterizza la prua della Navicella non verranno ritrovati, la Soprintendenza, per procedere al restauro, dovrà servirsi di fotografie dell'opera. Intanto si pensa all'installazione di 'occhi elettronici' per controllare la fontana notte e giorno. "Ora il governo costituisca una Task Force per l'emergenza danneggiatori di beni culturali. Squadre di polizia scientifica dotate di strumenti all'avanguardia per rilevazione di impronte, dna e quant'altro fosse necessario ad individuare i responsabili dei reati contro il patrimonio italiano". Lo ha dichiarato Giuseppe Sorrenti, Presidente dell'Istituto Italia in merito al nuovo sfregio alla fontana romana della Navicella. "Assistiamo ad un escalation di fenomeni contro la cultura nazionale - ha affermato - che va arrestata con provvedimenti straordinari assieme ad una campagna governativa di sensibilizzazione al rispetto del patrimonio italiano in Italia ed all'estero ed, infine, con l'approvazione urgente del Disegno di Legge sulla Tutela del patrimonio da noi sollecitato e varato dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli. Non si può assistere inermi al danneggiamento delle opere di Michelangelo e del Bernini, come avvenuto in passato, e delle più importanti opere storico culturali italiane, addirittura, per la Navicella, in due puntate". "Il ministero dei Beni Culturali - ha spiegato - deve chiedere il risarcimento dei danni a coloro che saranno ritenuti responsabili di tali atti contro i più importanti beni del paese. Se non lo farà il ministero, l'Istituto Italia valuterà di costituirsi parte civile contro tali signori in quanto l'arte, la cultura, il territorio italiano sono ricchezze che, moralmente, appartengono pro quota ad ogni cittadino italiano. E - ha concluso - anche nella prossima Legge finanziaria chiediamo un maggiore impegno governativo per la promozione e la tutela culturale e per la Task Force di difesa".