Cellore ha ottenuto il museo «Le tombe e il villaggio di Arano sono un tesoro archeologico unico» Illasi. Incontro positivo tra popolazione di Cellore e amministrazione comunale sul futuro dell'area archeologica di Arano, località nella quale, nei sondaggi preliminari a una nuova lottizzazione, è venuta alla luce una necropoli e tracce di un villaggio neolitico di dimensioni straordinarie per il periodo, perché sono già una cinquantina le tombe, ultima quella di un bambino, rilevate dagli archeologi al lavoro da tre mesi. La serata, organizzata dal Comitato per la salvaguardia dei reperti archeologici, che presto si costituirà in associazione con statuto e riconoscimento regionale, doveva essere informativa, con l'aggiornamento sugli ultimi ritrovamenti e l'inquadramento da parte dell'archeologo sperimentale Renato Fasolo del periodo a cui si riferiscono. Ma dopo questa esauriente panoramica, con frequenti riferimenti ad altri siti analoghi, le rassicurazioni date personalmente dal sindaco Giuseppe Trabucchi hanno ridato speranza alla possibilità di mantenere sul posto almeno parte di quanto viene alla luce. «Stiamo valutando con la proprietà dei terreni la possibilità di adeguare i confini della lottizzazione ai ritrovamenti archeologici: ci sono dei margini di manovra e c'è disponibilità al dialogo senza preclusioni», annuncia il sindaco. Di fronte all'osservazione del Comitato che l'amministrazione abbia poca sensibilità per la valorizzazione del sito e che i 400 mila euro di mutuo già acceso per l'acquisto di Villa Avrese, sfumata per sentenza del Tar, potrebbero essere spesi a tutela dell'area archeologica, il sindaco con un colpo di teatro ha preso per i corni la questione. «È stata l'amministrazione comunale a fissare nella convenzione l'obbligo di sondaggi archeologici preliminari, conoscendo la delicatezza dell'area e grazie alla lungimiranza di questa amministrazione disponiamo oggi di un fondo di riserva che ci permette di poter venire incontro alla realizzazione di un museo a Cellore». Un applauso vigoroso ha accolto l'annuncio, che il Comitato ha segnato come punto a favore della lotta avviata da alcuni mesi per impedire la frammentazione e dispersione del patrimonio archeologico di Arano. In una lettera aveva già anticipato al sindaco le principali richieste: presenza sul posto di un archeologo esperto, esterno alla Soprintendenza, che valutasse l'importanza del sito; sostegno all'idea dell'amministrazione di ricreare parte della necropoli, con almeno cinque calchi di altrettante tombe, nell'area verde della lottizzazione che verrà ceduta per convenzione in proprietà al Comune; restituzione, dopo gli opportuni studi, dei reperti che potrebbero essere sistemati in un futuro museo; esplorazione archeologica su tutta l'area destinata alla lottizzazione; fornire alle istituzioni pubbliche e private tutte le informazioni sul ritrovamento e avviare richieste di finanziamento per la salvaguardia del sito; infine un maggior controllo sull'area specifica di scavo. A questo proposito è stata sollevata anche la richiesta della presenza di un membro del comitato alle riunioni fra amministrazione, proprietà e Soprintendenza e la possibilità per i consiglieri comunali che lo richiedano di essere ammessi nel cantiere di scavo. «Farò la richiesta per i consiglieri e per una figura tecnica che possa seguire i lavori anche per conto dell'amministrazione comunale», ha promesso Trabucchi, che ha annunciato di aver già ottenuto dalla Soprintendenza il consenso per quattro calchi di altrettante tombe, rinviando invece la presenza di un membro del comitato alle riunioni nel momento in cui saranno meglio definite, fra amministrazione e lottizzanti, le possibili ipotesi di soluzione sull'area archeologica. «Il ritrovamento, anche dovesse essere postdatato come pare, all'Eneolitico, o età del Rame, a circa 5300-4000 anni prima di Cristo, è sicuramente uno dei più importanti e unico a livello europeo», avverte Fasolo, «e qualsiasi studioso dell'età del Rame, se fosse a conoscenza dell'evento, si sarebbe già precipitato qui per l'eccezionalità dovuta al numero di tombe ritrovate, alla loro distribuzione e ambientazione nella necropoli». All'incontro ha assistito anche il vicepresidente del consiglio provinciale Mario Zampedri, che ha espresso soddisfazione per la disponibilità dell'amministrazione comunale ad affrontare il tema della salvaguardia del sito, ricordando anche la possibilità di variare il piano di lottizzazione e il piano attuativo in base alle esigenze emerse con le scoperte archeologiche. Per fine mese è previsto un incontro con Luciano Salzani, direttore archeologo del nucleo operativo di Verona della Soprintendenza archeologica del Veneto: in quell'occasione potranno essere fornite indicazioni più precise sulla datazione e sull'importanza dei reperti che aggiornano continuamente la situazione del sito di Arano. Vittorio Zambaldo