PALERMO - Dal 1948 è stato inquilino in un immobile altrui. In barba all'Autonomia, conquistata nell'immediato dopoguerra, la sede del Parlamento siciliano è rimasta di proprietà dello Stato che l'aveva «ceduta» in comodato d'uso. Solo ora, dopo 55 anni, la Regione siciliana diventa proprie-taria del Palazzo dei Normanni. Ci sono voluti 35 anni di contenzioso con Roma, a colpi di lettere e ricorsi amministrativi, per risolvere una vicenda iniziata I'11 agosto del '48. La sede dell'Assemblea regionale, compresa la Cappella Palatina, rientra in un elenco di 43 beni appartenenti allo Stato che l'Agenzia del demanio ha «trasferito» alla Regione. Ora manca solo l'ultima formalità: la firma di un decreto del presidente della Regione. L'elenco è stato definito durante una riunione avvenuta all'assessorato regionale alla Presidenza alla quale erano presenti il dirigente generale del dipartimento regionale, i funzionari del demanio e i responsabili dell'Agenzia nazionale. «Anche se l'amministrazione regionale - sottolinea l'assessore David Costa - si è riservata l'ulteriore valutazione su altri beni che dovrebbero, a norma dello Statuto, essere trasferiti alla Sicilia». La vicenda del trasferimento di Palazzo dei Normanni alla Sicilia risale alla nascita dello Statuto autonomista siciliano. L'immobile, infatti, venne consegnato «in uso» all'Assemblea regionale siciliana dal ministero del Tesoro l'11 agosto del 1948. Il verbale di assegnazione aveva valore per 20 anni. Scaduto questo periodo, la Regione avvio l'iter per il trasferimento del bene al proprio in applicazione degli articoli 32 e 33 dello Statuto. Dal 1968 ad oggi il trasferimento è stato sollecitato praticamente ogni anno da presidenti, assessori e funzionari regionali, ma lettere e solleciti verbali rimasero inascoltati. Per tre volte il tema è stato inserito anche all'ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni: ma anche in questo caso senza esito. «Si tratta di un primo importante risultato - sottolinea l'assessore Costa - ottenuto grazie all'avvio dell'imponente lavoro di catalogazione e trasferimento di beni che la Regione ha commissionato all' Agenzia del demanio».