METTE le mani avanti e rassicura tutti il ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli: il Tempio di Venere e Roma, proprio davanti al Colosseo, sarà ricostruito, «ma si tratta di un intervento non invasivo, reversibile, di breve durata». E sì perché il problema delle anastìlosi, come le ha definite con un termine dottissimo il titolare del dicastero, scatena, da anni, in Italia, focose polemiche. Per anastilosi si intende la ricostruzione di antichi monumenti grazie alla ricomposizione di pezzi, più o meno, originali. Il risollevare colonne, rimettere insieme parti di muro, ricomporre architetture, usando, inevitabilmente, anche elementi non originali, in Italia è sempre stata considerata una nefasta porcata. Insomma un vaso rotto e rincollato è sempre peggio di un vaso rotto e basta. All'estero, l'anastìlosi è usata con disinvoltura: si «ricostruiscono» ambienti e monumenti, ma nel Belpaese la cosa ha sempre lasciato molto perplessi i «puristi» dell'archeologia. Adesso però qualcosa è cambiato e a questo cambiamento ha contribuito uno dei geni del «made in Italy»: lo stilista Valentino. Questo Tempio di Venere e Roma, fatto costruire dall'imperatore Adriano nel 136 dopo Cristo e del quale oggi ci resta solo il basamento, come per magia, riapparirà al suo posto con una spettacolare scenografia ideata da Dante Ferretti, che Rutelli ha giustamente definito «il più grande talento scenografico del mondo». Non per niente Ferretti, 65 anni, marchigiano doc, nella sua carriera si è portato a casa un Oscar e un gran numero di altri premi. Il tempio, ricostruito con una struttura in vetroresina, ospiterà la cena che chiuderà, il 6 luglio, la prima giornata di festeggiamenti a Roma dei 45 anni di attività di Valentino. Sempre discreto non ha pubblicizzato che contribuirà, con 200mila euro, al consolidamento della base del Tempio di Venere, che necessita di un restauro conservativo. Nella stessa giornata sarà inaugurata una mostra sulla carriera dello stilista all'Ara Pacis. Il programma degli eventi di «Valentino a Roma: 45 years of style», prevede, dopo l'inaugurazione della mostra e la cena di gala del 6 luglio, il 7 la sfilata, con mille ospiti, della nuova collezione di alta moda (erano 17 anni che Valentino «disertava» la capitale) nelle sale Incisa e Baglivi del Complesso Monumentale di Borgo Santo Spirito in Sassia. Poi, in serata, seguirà una cena con musiche e danze nel Parco dei Daini di Villa Borghese, dove ci sarà un ulteriore intervento scenografico di Dante Ferretti. L'8 luglio Valentino lancerà il suo nuovo profumo, Rock'n Rose Couture all'Ara Pacis, dove sarà presentato anche il libro «Una grande storia italiana», edito da Taschen, che rende omaggio alla carriera del creatore di alta moda con una ricca carrellata di immagini d'archivio, servizi fotografici, ritratti e fotografie sulla vita e il lavoro dello stilista. «Sono veramente grato a Roma - ha detto ieri Valentino, sinceramente emozionato - per l'ospitalità e la disponibilità. Ringrazio per averci messo a disposizione alcuni dei più grandi tesori della città e del mondo. Sono felice di festeggiare un traguardo così importante nell'unica città nella quale mi sento veramente a casa: a Roma ho aperto il mio primo atelier. A Roma ho avuto fortuna e qui lavoro e ho sempre lavorato. Da tanti anni ho l'onore di essere ambasciatore di Roma nel mondo, titolo del quale vado fiero». E alla fine della festa il Tempio di Venere e Roma, suggestivamente ricostruito, di fronte al Colosseo, su quella piattaforma dove arriva il papa con il seguito alla fine della tradizionale Via Crucis, resterà per un po' al suo posto, come ai tempi dell'imperatore Adriano, per farsi fotografare dai turisti. «Per carità -sottolinea diplomatico Rutelli - È per l'estate. Solo un po' di vetroresina, poi si piglia e si butta via». Ma chissà che un coraggioso ministro dei Beni Culturali, con l'intervento decisivo del sindaco Veltroni e lo zampino di Valentino, non riesca a infrangere, per sempre, un tabù tutto italiano.